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  • Radiodervish: Cafè Jerusalem

    Radiodervish

    Cosmasola Edizioni Musicali / none

    Data di uscita: 26-05-2015

    Loudvision:
    Lettori:

I Radiodervish con il nuovo album intitolato “Cafè Jerusalem” arrivano al traguardo dell’undicesimo lavoro discografico.
Il disco contiene nove tracce che evocano una dimensione contenente sensazioni, colori e caratteri tipicamente mediorientali, ma con una propensione multiculturale. Un confronto tra musica tradizionale e moderna riproposta di musica etnica.

La città di Gerusalemme è crocevia ed incontro di identità peculiari, ma non del tutto diverse, essa è un simbolo di antiche eredità culturali, di memoria storica , di rivendicazioni e conflitti anche interiori. Questo terreno diventa per i Radiodervish una storia da raccontare all’interno di un concept album. Nel disco, infatti, si percorre una vera e propria storia, immaginata sì, ma concreta e viva nella sua essenza come nei racconti dei cantastorie Hakawati dei tipici caffè di Gerusalemme.
Non resta che sedersi ed ascoltare.

Con la musica di “Cafè Jerusalem” si può immaginare l’intenso odore, quasi balsamico, del cardamomo mischiato al caffè che pervade l’ambiente e ci prepara all’ascolto della storia. Protagonista di questo racconto musicale è una ragazza palestinese di nome Nura e il suo amore per un ragazzo ebreo. I due ragazzi vivono un viaggio fatto di dubbi, riflessioni, gioie e nostalgie. Emozioni che interessano l’aspetto umano. Sfondo e contenitore di questo turbinio di sentimenti è proprio la città di Gerusalemme.

Le nove tracce alternano tipica forma canzone e brani strumentali. Il sound è diretto e allo stesso tempo ricercato, ricco di strumenti tradizionali come l’oud, accordion, saz baglama e cajon.
Formule melodiche e fraseggi che si ripetono, arpeggi, trilli e bordoni sommati ad una voce armonizzata, dal carattere evocativo, sono la spina dorsale del disco. Non mancano linee e tinte contrappuntistiche. I ritmi sono essenziali e spesso entrano nei ritornelli risultando ben ponderati ed efficaci. Anche le dinamiche sono sopite e fanno restare il tutto in una dimensione fondamentalmente poetica ed intima.

I Radiodervish con “Cafè Jerusalmem” ci presentano una vena malinconica e sognante. Un percorso breve, ma intenso di riflessione che, come la musica dell’album, resta impresso nell’ascoltatore facendolo perdere nei confini dell’anima. (“ E guardo la città col cuore puro da Hakwati e la mia mente va, perdo i confini della mia anima” frammento di testo del brano: Jaffa Gate)

Pro

Contro

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