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Raffaele Tedesco: “Che Mondo Sei” è il nuovo album

Raffaele Tedesco torna con un nuovo album “Che Mondo Sei“. Si tratta del quarto lavoro del cantautore lucano e rappresenta una svolta per la carriera del musicista.

Raffaele, cura anche gli arrangiamenti insieme ai suoi storici musicisti: Francesco Canzoniero (batteria), Domenico Dalessandri (basso), Rocco Lapadula (chitarra elettrica), Franco Frezza (piano), con la supervisione di Daniele Chiariello.

Il disco contiene al suo interno nove tracce.

Qui di seguito, la descrizione dei brani, traccia per traccia.

 

1- Cocci di dolore
Ogni poesia è un po’ bugia. Passa da labbra a labbra con i baci e apre nel cuore fiori di dolore. Quando una storia finisce restano solo cocci taglienti che ci feriscono. Parole e momenti cristallizzati, fissati per sempre nel tempo. Ho scritto la musica di questa canzone, qualche anno fa; in realtà scrissi anche le parole, si chiamava “Un altro film”. Ma il testo non mi convinceva, e l’ho lasciata per anni nel cassetto. Nel frattempo un giovane autore, Angelo Parisi, mi aveva mandato dei testi che subito mi parvero interessanti, l’unico ostacolo era che scrivendo sempre prima la musica, e poi le parole, pensai che non sarei mai riuscito a lavorarci. Quando ho iniziato a lavorare a questo nuovo album, pensai che avrei dovuto recuperare “Un altro film”, però non riuscivo a scrivere il testo, probabilmente condizionato da quello precedente che avevo bocciato. Fu in quel momento che pensai ad Angelo Parisi, presi il primo testo di quelli che mi aveva mandato anni prima, e mi accorsi che le parole si incastravano perfettamente con la melodia. Certo, ho dovuto lavorare un po’ sulla metrica, e di conseguenza sulla ritmica del canto, ma alla fine sono assolutamente soddisfatto, anche Angelo ha molto apprezzato. La cosa che mi piace di più del brano, è il contrasto che c’è tra la musica che è fresca, ariosa, e il testo che invece è malinconico perché parla di una storia che finisce.

2- E’ solo una pazzia
Il grande amore è sempre complicato, misterioso, affascinante, pazzo. Ci fa soffrire e gioire, ma che senso avrebbe vivere senza? Ho composto la musica di questo brano di getto, in pochi minuti. Ricordo che era inverno. Quando l’ho scritta mi sono venuti in mente i sapore, e i colori delle canzoni degli anni 60. Scrivere il testo è stato facile, le note mi hanno dettato le parole. Una a una.

3- Che mondo sei
L’indifferenza di un mondo crudele, nel quale non ci riconosciamo. La paura, le ingiustizie, le guerre, l’attaccamento al denaro e al potere. E sperare in un cambiamento, che forse non ci sarà mai. Sono una persona ottimista di natura, cerco di vedere sempre le cose positive, così cerco di affrontare anche le difficoltà. Ma è innegabile che il periodo storico che stiamo vivendo, sia davvero buio. Anche in questo caso non avuto, ahimè, difficoltà a scrivere il testo; ho solo pensato, e ho veduto come va il mondo. Purtroppo credo che in molti si ritrovino nel mio pensiero.

4- Arriva la sera
Le sere non sono tutte uguali, basta guardarsi dentro e scoprire improvvisamente, come cambiano le cose che ci sembrano sempre le stesse. Una sera, camminando lungo il viale alberato vicino casa mia, ho rivisto la mia vita, la mia infanzia, e cercavo di immaginare il mio futuro. Un senso di smarrimento mi ha improvvisamente avvolto, per poi guardare avanti, credendo di poter vivere con serenità.

5- Ti voglio accanto
Il respiro si può perdere nella mancanza come in un oceano e l’azione più semplice può diventare quasi impossibile nel vuoto di un’assenza. Solo con lei accanto gli intricati lacci della vita tornano a sciogliersi. Per la realizzazione di questo brano, mi è successa la stella cosa, di “Cocci di dolore”; anche questa musica l’avevo composta qualche anno fa, ma non c’era il testo, era un provino in finto inglese. A darmi una mano è stato ancora Angelo Parisi, autore del testo del brano. In realtà, per la realizzazione del nuovo album, avevo diversi provini senza parole, ma “Ti voglio accanto”, aveva tutte le caratteristiche per essere in linea, con gli altri brani dell’intero progetto.

6- Che male fa
Non vorremmo mai che le storie finissero, soprattutto quando crediamo che siano perfette, quando perfette non lo sono. Non ero sicuro di inserire questa canzone nel disco, mi sembrava poco inerente alle altre canzoni. E’ un brano articolato armonicamente, e un po’ “scuro”, ma l’ho comunque inserito nella rosa delle canzoni da provare. A dire la verità, è stata la mia band ad insistere, infatti è il loro brano preferito del disco. Ci sono riferimenti blues, e il finale ricorda un po’ Santana. Alla fine ha convinto anche me. E’ molto importante avere dei validi collaboratori, il loro contributo è stato determinante per la riuscita sia dell’album, che del live.

7- E’ arrivato Natale
Gli inverni innevati, la gioia di condividere la propria felicità con gli amici. Guardare con gli occhi di un ragazzino, le piazze piene di gente che sorride, e aspettare con ansia i regali. E’ arrivato Natale! Ho scritto questa canzone circa 30 anni fa. Erano gli anni ottanta, e gli inverni, per la nostra felicità, erano sempre molto innevati.
Stava per arrivare Natale, e io come tutti i miei compagni ero molto contento, così presi la chitarra e con i pochi accordi che conoscevo, scrissi la canzone.
A distanza di tanti anni, l’ho fatta ascoltare ai miei collaboratori, i quali mi hanno detto che dovevo assolutamente pubblicarla.
Anche in questo caso, ho seguito il loro consiglio. Da questo brano, abbiamo voluto realizzare anche un video, i protagonisti sono dei miei carissimi piccoli amici.

8- Non ci stancheremo mai
L’amore è eterno o no? Chissà…per il momento crediamo di non stancarci mai l’uno dell’altra. Il brano doveva essere incluso nel mio album precedente “Ho un nome live”, alla fine non fu inserito per motivi di spazio. La canzone è assolutamente autobiografica, ed una delle poche che ho scritto musica e parole contemporaneamente.
 
9- E ritrovo la vita
Capita di non credere più in quello che siamo in quello che facciamo, e spesso ci chiediamo il significato della nostra esistenza. Ci capita di volare altissimi per poi sprofondare, dimenticando che la cosa più importante è ritrovare se stessi per poter amare gli altri. Anche questa canzone è assolutamente autobiografica. Quando sento dire dagli altri cantanti, cantautori, che i brani sono tutti uguali, non ci credo, almeno per me non è così. “E ritrovo la vita”, è la canzone che amo di più di questo disco, e non solo. L’ho suonata e cantata da solo, voce e chitarra, aggiungendo un’altra chitarra per le parti soliste. E’ l’ultimo brano che ho scritto. Prima la musica, e poi le parole.

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