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Ventidue, il banco vince

Arriva puntualissimo l’appuntamento col nuovo disco dei Rage, dall’intro ambientata in sala da gioco. E proprio il numero 21, tanti i dischi in studio della band, sta al centro del disco, a sbandierare l’orgoglio per l’identità e il risultato consolidati.

Autogratificazione a parte, il trio russo-tedesco offre qualcosa di più del filotto di ottime tracce heavy-thrash che è lecito attendersi. “Forever Dead”, “Death Romantic” e “Black And White” hanno i ritornelli orecchiabili, i tempi repentini, l’enorme lavoro di chitarra, Peavy che canta sul registro che fece suo già 26 anni fa.
L’apice del lavoro si incontra nella parte centrale, da “Feel My Pain” a “Psycho Terror”, dove i musicisti sembrano dare ognuno qualcosa di più, regalando brani di straordinario impatto e intensità.

“21” è un gran disco che sfoggia un repertorio classico per il genere ma non stantio, sempre con quelle piccole aggiunte o ritocchi capaci di apportare nuova linfa. Su tutte le tracce aleggia il marchio di fabbrica dei Rage, una formazione che ha superato tutti i test del tempo e che centellina durezza, melodia e un’esperienza che sembra quarantennale, più che ventennale.

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