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Rage: Heavy metal da sempre e per sempre

Ai telefoni di LoudVision chiama Peter “Peavy” Wagner, storico e rispettato leader dei tedeschi Rage, una delle band metal più prolifiche dell’ultimo ventennio in quanto a dischi sfornati. Parla inglese molto meglio di diversi suoi colleghi e risponde in maniera cortese alle nostre domande. Ovviamente i nostri interessi partono dall’ultimo nato in casa Rage, l’album”Strings To A Web”.

Ciao Peter e benvenuto su LV. Come stai?
Ciao, grazie. Ti dirò, sono un po’ stanco stasera… Ma sempre pronto a farmi intervistare eh!

Bene. Spiegaci allora il titolo del nuovo disco.
Certo. È ovvio che c’è una relazione con internet e la copertina col ragno e la tela è lì a dimostrarlo. Nella società ormai il web ci connette l’un l’altro come fili di una stessa tela. Riguardo all’album, potrei dire che un disco è più diretto del suo predecessore, accessibile e d’impatto. Ti posso citare la canzone “Into The Light” solo per fare un esempio.

Che giudizio dai a internet oggi dunque?
Penso che nessuno può più evitarlo oramai. Il fatto che sia in grado di connettere il mondo intero è una cosa buona. Di sicuro però è un fenomeno che colpisce mortalmente le industrie discografiche, che stanno tutt’oggi morendo. Quest’anno sono scomparse due etichette ed è un processo che sta andando avanti velocemente. Oggi praticamente c’è solo la Nuclear Blast! Sono comunque sicuro che, comunque, la musica continuerà ad esistere. I fan del metal ci saranno sempre. Di sicuro succederà qualcosa a livello industriale, quello sì.

Come si è svolto il processo di scrittura dei nuovi brani?

È stato molto semplice questa volta. Tutto è andato in maniera serena e divertente. Con Victor e André ci siamo trovati subito e in qualche settimana le nuove canzoni erano pronte.

Come funziona la formazione?

Il feeling migliora in continuazione. Collaboriamo sui dettagli e di comune accordo abbiamo rivisto un paio di cose del nuovo disco. Per questo dobbiamo comunque ringraziare anche Mike Terrana: aveva portato la formazione ad un livello molto alto e da quel livello noi siamo ripartiti.

Vi siete avvalsi ancora della collaborazione con la Lingua Mortis Orchestra?
Esattamente, come nel disco precedente. La collaborazione internazionale con questa orchestra russa ci soddisfa molto e già in passato siamo andati in tour con loro. Ti ricorderai ad esempio del Wacken 2007. Oramai la nostra musica si sviluppa su un livello molto ampio, non solo power metal in senso stretto. È una cosa di cui siamo molto orgogliosi.

È sempre Smolski il principale compositore della band?
Il principale compositore? Tra me e Smolski le responsabilità sono condivise.

Allo stesso modo?

Naturalmente Smolski è il direttore musicale e si preoccupa degli aspetti più tecnici, chitarristici e cose così. Ma lavoriamo insieme, come sempre, e il risultato finale di una canzone riflette le intenzioni di entrambi.

Come è lavorare con la Nuclear Blast?
Mmm… accidenti… Ma sì, è ok! Ci sono dei problemi e noi non siamo una della band di punta dell’etichetta. Con tutte le conseguenze del caso. Per fortuna abbiamo degli amici lì all’interno e le cose quindi vanno bene. Sì, direi che siamo soddisfatti…

Cosa vi dà la forza per fare musica a questo ritmo dopo così tanti anni?
Semplice, due sono le risposte. Da un lato c’è il supporto internazionale dei nostri fan, che è fondamentale e non smetteremo mai di esser loro riconoscenti. Dall’altro lato c’è il fatto che amiamo ancora moltissimo l’heavy metal: è la nostra vita. Questo è più che sufficiente a farci andare avanti con entusiasmo.

Come si è evoluto il vostro sound dalla fondazione della band ad oggi?

Che domanda difficile! È migliorato in continuazione. Nel metal le condizioni generali sono cambiate in meglio, nonostante tutto, e questo è il punto centrale. La nostra capacità di scrivere melodie power metal è progredita negli anni. Direi che oggi è il nostro marchio di fabbrica.

Cosa ricordi dell’epoca in cui vi chiamavate Avenger?
I ricordi si sono un po’ persi da allora… ma alcuni rimangono. Per esempio, ricordo la prima volta che siamo andati on stage, quando gran parte dell’attrezzatura non ha funzionato! Allora ci sembrò disastroso, ma oggi è un ricordo divertente!

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