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Rage: Ventun volte Rage

Un’intervista con André Hilgers, batterista dei Rage, è come una rapida partitella di ping pong, batti e ribatti, dritti al punto. Si chiacchiera del nuovo, ottimo e strapotente disco del terzetto tedesco, intitolato “21”.

Ciao André e benvenuto sul LoudVision. Dal punto di vista di un batterista, cosa apprezzi di più del nuovo album?
Che è molto potente, duro e diretto. È più intenso di uno sport estremo e non vedo l’ora di suonarlo dal vivo per i fans.

Tre aggettivi per “21”.
Diretto, duro e potente!

E che dici della copertina del disco?
C’è un mostro infuocato con tre carte da gioco nelle fauci. È stata un’idea del nostro disegnatore di cover, Felipe Machado. Un grande lavoro! Le tre carte rappresentano noi tre musicisti e insieme fanno 21.

“21”, il titolo, è lì come autogratificazione?
Eh sì, un po’. Eh eh!

Il disco affianca brani classici per il repertorio dei Rage, come “Forever Dead”, con elementi più estremi, come in “Serial Killer”. È giusto?
Sì, ma noi cerchiamo sempre di fare qualcosa di nuovo. Abbiamo nuovi stili vocali e ottimi arrangiamenti tra gli strumenti e il cantato. Siamo assai compiaciuti del risultato.

I batteristi, generalmente, contribuiscono poco alla stesura di un disco. È anche il tuo caso?
Sì, ma per noi non è certo un problema. La cosa più importante è che io possa suonare come piace a me. In ogni caso arrangiamo sempre insieme, il che rende molto semplice comporre.

È forse la violenza il filo rosso che accomuna le canzoni dell’album?
I testi sono quelli tipici di Peavy, che parlano della morte e di tutte le cose strane che accadono nel mondo.

Con “21” avete interrotto la collaborazione con la Lingua Mortis orchestra, vero?
Sì, ma abbiamo in progetto di pubblicare un nuovo disco con la sola orchestra. È come avere due band in una!

Qual è il tuo disco preferito nella carriera dei Rage?
Con me in formazione, “21”. Prima di me, “The Missing Link” e “Unity”.

Tu sei membro anche di Silent Force e Sinner. Ma ti è possibile suonare in tre band contemporaneamente?
Sì, perché i Sinner suonano abbastanza di rado e con i Silent Force registrare nuovo materiale non è proprio facilissimo. Ma ci stiamo lavorando, magari per quest’anno.

Che musica ascolti in questi giorni?
Un sacco di Dream Theater.

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