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  • Rainbow: Rising

    Rainbow

    Data di uscita: 01-01-1976

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There’s a Rainbow Rising

Per il secondo album marchiato Rainbow, Ritchie Blackmore decide di rinnovare la band, nel tentativo di renderla più stabile e compatta. A sostituire gli elfi Graig Gruber, Mickey Lee Soule e Gary Driscol arrivano, rispettivamente, Jimmy Bain la basso, Tony Carey alle tastiere e l’ex-Jeff Beck Cozy Powell alla batteria. Degli Elf rimane dunque solo Ronnie James Dio, a dimostrazione dell’intesa artistica, già sbocciata e ora fiorente, tra l’ex-Deep Purple e il singer americano.
L’album che nasce dopo questi avvicendamenti è senza dubbio il capolavoro di casa Rainbow.
Composto di sole sei canzoni, “Rainbow Rising” condensa nei suoi 34 minuti tutta la musica e la poesia rainbowiana, ottenendo un risultato che sa di magia, anche grazie alla grandiosa ispirazione sottesa a tutto il disco e che viene ad esplicarsi in ottime hard/heavy rock song come l’opener “Tarot Woman”, introdotta da un pregevole intro di moog e interpretata da un magistrale Ronnie J. Dio, oppure la nota, classica “Starstruck”.
Difficile però non attribuire la palma di canzone manifesto, tanto del disco quanto della band, a una composizione come “Stargazer”. Da una parte l’ambientazione fantasy delle liriche e dall’altra la grandeur della partitura musicale, arricchita dalla prestazione della Munich Philharmonic Orchestra, danno al pezzo un grande fascino, un carisma che, a quasi trent’anni di distanza dalla sua pubblicazione, è ancora in grado di ammaliare e intimidire. Lo stesso format sonoro che durante gli anni ha dato vita, finendo per imbastardirsi, a troppe imitazioni spesso pedestri e malriuscite.
Bisogna infine tirare in ballo la conclusiva “Light In The Black”, una canzone veloce (e qui power-epic ci cova), dall’impatto tellurico (alla batteria c’é Cozy Powell), ma anche dalle scelte musicali molto raffinate, come del resto tutte le composizioni firmate Blackmore. Se, insomma, ad andar veloci e sbrodolare note in maniera incoerente sono bravi più o meno tutti, non tutti sono poi così bravi a coniugare in maniera davvero efficace grinta e carica sonora a eleganza e ricercatezza tecnico-musicale.
I Rainbow nel 1976 hanno dimostrato di saperlo fare, dando alla luce un album elegante, heavy e raffinato, pioniere di un filone musicale che ancora oggi richiama a sé fiotti di adepti e seguaci. Chiamatelo metal sinfonico, epic metal, hard’n’heavy epico e sinfonico, Rainbow Rising è comunque qualcos’altro, che tutto ciò racchiude in sé.

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