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  • Rancid: Let The Dominoes Fall

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A volte ritornano

Cosa si può fare in sei anni? Se sei nel 1993 e sei un Rancid, puoi fare quattro album che ti faranno ricordare a lungo. Se sei nel 2009 e sei un Rancid, esci con un unico album che non si farà ricordare.

La premiata ditta Armstrong/Frederiksen/Freeman, con voci immutate e la classica alternanza ai microfoni, dà il timbro al disco, mentre il neo assunto batterista Steineckert si limita a fare il compitino.
A tratti pare di sentire echi delle hit di “…And Out Come The Wolves” e “Let’s Go”, o per meglio dire, a trattini dato che questi echi paiono piuttosto lontani. L’impronta dei Rancid di sempre c’è comunque tutta, anche se si nota una leggera tendenza ad arrotondare gli spigoli di un punk nudo e crudo nella speranza di piacere ad una platea più ampia (e sicuramente meno ai fan della prima ora).

“Let The Dominoes Fall” ripropone le caratteristiche punk dei Rancid (comprese tutte le influenze subite nel tempo), ma ne manca il carattere ripercorrendo le orme già tracciate sul sentiero di una carriera che pare aver ormai dato il meglio e mostra i limiti di un’ispirazione che pompa ancora quando si tratta di riciclare, ma si inaridisce nei pezzi con un sapore di novità.

Già, l’album di per sé non è indecente o deludente, e come sempre i ragazzi della East Bay non si sono risparmiati sulla quantità di materiale. La qualità però emerge solo in una manciata di brani (“New Orleans”, “Last One To Die” e pochi altri) in un mucchio di episodi senza mordente. Insomma, dopo una scorpacciata di tracce, l’ascolto finisce comunque per non saziare.

Per fortuna da buoni italiani non ci soffermiamo troppo sui testi, altrimenti capiremmo che se la stanno menando con il fatto che sono ancora in giro, che sono sempre loro, sempre gli stessi, che ora sono ascoltati da milioni di persone…
Sì va bene, ma state anche superando il confine fra ciò che si conserva bene e ciò che va a marcire perché conservato troppo.
Ah, e per piacere ridateci il Matt Freeman (bassista) alla “Maxwell Murder”!

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Contro

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