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Rassegna Corto Cortissimo: Get Short!

Questa volta Natalie Portman ha fatto le cose in grande. Quest’anno non è sbarcata a Lido per presentare un nuovo film come attrice ma per aprire, ieri pomeriggio, Corto Cortissimo, la sezione della Mostra dedicata ai cortometraggi.
Una Sala Perla gremita di gente, l’attrice ha presentato “Eve”, interpretato da due icone del cinema americano: Lauren Bacall e Ben Gazzara. Il film, delicata commedia sull’accettazione dell’invecchiamento e i rapporti tra due diverse generazioni, ha visto infatti il debutto della star americana come sceneggiatrice e regista. Se sarà questa l’occasione, per la l’attrice vincitrice di un Golden Globe con “Closer”, di iniziare una nuova carriera all’interno dell’industria cinematografica, non si sa. Nel frattempo però godiamoci questa tanto inedita quanto inaspettata nuova veste della Portman. “Eve” non sarà l’unica produzione americana scelta quest’anno. Ad accompagnarla nella sezione, troviamo infatti altre due pellicole: “The Butcher’s Shop”, ispirato a un famoso dipinto di Annibale Carracci, e “Jarred” di Martin Gaiss, anche lui debuttante alla regia con un film su un uomo afflitto da gravi disturbi psichici-compulsivi.

Tra i diciotto film in concorso e i sei fuori dalla competizione è da segnalare la presenza per la prima volta in assoluto di un corto vietnamita, “Khi toi 20″, incentrato sulla fine dell’amore tra due ventenni. Gran parte dei lavori mostrati proviene dal centro e nord Europa. Dai nostri cugini d’oltralpe ci arrivano infatti “Dix”, rappresentazione delle ossessioni del protagonista, e “Corpus/Corpus”, severa opera di Christophe Loizillon, mentre dal Belgio provengono “De Onbaatzuchtigen”, sul difficile rapporto tra famigliari nel mondo contemporaneo, e “Noces De Cendre”, che indaga l’elaborazione del lutto attraverso il punto di vista di una bambina.

Made in Britain, invece, “The Stars Don’t Twinkle In Outer Space” di Peter Thwaites, che si avvicina alla fantascienza, e “I’m In Away From Here”, sull’accettazione della realtà da parte di un uomo. L’unica commedia selezionata, anche se leggermente noir, è “The Dinner”, dell’ungherese Karchi Perlmann, ambientato nella Budapest delle sommosse del 2006. Oltre a “Noces De Cendres” è poi da ricordare la presenza dello sloveno Igor Sterk con “Every Breath You Take”, impostato sull’importanza del respiro nell’attenuazione del dolore. Da citare, poi, è l’olandese Joost Van Ginkel, che con il suo “Zand” vuole denunciare la situazione in cui si trovano molti bambini vittime di maltrattamenti in casa.

Corto Cortissimo si chiuderà giovedì 4 settembre con un programma tutto italiano, ma fuori concorso, in cui verranno presentati il documentario “Il Colore Della Bassa” di Giuseppe Morandi, sulla trasformazione dell’agricoltura nella Bassa padana, “Managua Boxing” di Frediana Fornari e il corto d’animazione “Alba” di Giorgia Farina.

La giuria internazionale, capitanata dall’americano Amos Poe, dalla produttrice Joana Vicente e dall’italianissimo storico del cinema Gianni Rondolino, consegnerà tre diversi premi senza possibilità di ex-equo: miglior cortometraggio, miglior corto europeo e menzione speciale.

Realisti e disincantati specchi ridotti dei nostri tempi, i cortometraggi trovano qui a Venezia sempre un approdo sicuro. Fatto quanto mai apprezzabile, in un panorama come quello italiano in cui il mercato dei corti è messo irrimediabilmente in secondo piano e sottovalutato a causa di un pregiudizio che vede i corti esclusivamente come palestra per giovani cineasti, autori in erba. E la speranza è quella che le numerose code viste in Laguna per assistere agli spettacoli della rassegna non siano solo dei fuochi di paglia festivalieri, ma rappresentino un sintomo veritiero di crescente interesse per questa specifica forma cinematografica.

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