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    Ravenscry

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Corvotempesta….

Forse non aggiungerà nulla di nuovo al panorama goth-rock internazionale, ma per l’Italia rappresenta una novità assoluta. Con l’EP omonimo, il combo lombardo ha rotto il muro del silenzio nell’ambito del metal sinfonico nazionale e ha tutte le carte in regola per imporsi.

Merito della splendida e suggestiva voce della vocalist Giulia Stagni, che in “Calliope” dispiega tonalità complesse e sublimi, o del songwriting, che richiama il metal raffinato dei Kamelot e degli ultimi Theatre Of Tragedy. Oppure, della perfezione stilistica della suite di tre brani “Redemption”, che riesce a fondere senza soluzione di continuità musica classica, power metal (Evanescence e Tarja Turunen su tutti) e musica elettronica.

I Ravenscry hanno fatto una cosa molto furba, facendosi conoscere nelle feste della birra e nei pub delle valli bergamasche, piene di metallozzi a caccia di buona musica, e poi in giro per il nord Italia. La loro favola poi è continuata e il lieto fine è dietro le porte, dato che ora inizia un tour promozionale europeo. Finalmente è arrivato qualcuno degno di tenere testa ai Lacuna Coil e, anzi, al posto della Scabbia, ci guarderemmo bene le spalle. Certamente, dopo un debutto del genere, i Ravenscry proporranno un full-length di uguale, eccellente spessore.
Un debutto da lancio di rose rosse!

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