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  • RC2: Future Awaits

    RC2

    Data di uscita: 01-01-2008

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Un leggero viaggio attraverso l’Oceano

Un malsano provincialismo mascherato da esterofilia inibisce spesso la funzione che le radici etniche potrebbero giocare all’interno delle dinamiche musicali. L’allontanamento dalla bellezza della semplicità è poi ancor più frequente nel progressive, in non poche occasioni reo di eccessivo intellettualismo. Invece gli RC2 ne hanno saputo recuperare la naturale attitudine di “punto di fusione culturale”. L’estrema sensibilità della band alle proprie origini geografiche ha infatti riportato in primo piano l’essenza ritmica e melodica di un popolo – quello venezuelano – che ha dentro sé la poesia del caldo sud latino. L’effetto dell’ulteriore mistione psichedelica, per quanto “europeizzante”, non ha snaturato l’originalità della band di Caracas. Del resto, l’album è anche la cronaca dell’emigrazione dei cinque musicisti verso il loro Paese d’adozione: la Spagna.
Dopo l’omonimo debutto del 2003, e forti di un’apparizione come spalla ai Dream Theater, gli RC2 stabilizzano oggi le loro suite su coordinate areose e distese, in bilico tra classico e moderno. L’egida dell’attentissima ProgRock Records benedice il sound di “Future Awaits”: otto melodie dalle tinte naturalistiche, fresche e libere dai consueti schemi che l’anticonformismo del prog, paradossalmente, negli anni si è costruito attorno. “El Diablo Suelto”, per esempio: una rapsodia strumentale di temi folkloristici, inquadrata mirabilmente in una originale cornice rock. O ancora l’opening “Time Pieces”, dal refrain Rush-oriented e dalle digressioni settantiane.
L’album riesce in definitiva a guadagnarsi un margine di assoluto rispetto all’interno dell’attuale scena prog internazionale.

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