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Un tuffo nel vuoto poco credibile!

Nel famoso Roosevelt Hotel di New York, tra la 45esima e Madison Avenue, l’ex sbirro Nick Cassidy (Sam Worthington, “Avatar” e “Scontro tra Titani”) è piazzato sul cornicione di uno dei grattacieli più alti della Grande Mela e minaccia il suicidio. Una dinamica ordinaria, almeno apparentemente. Il suo continuo esitare e temporeggiare scatenano una vera tempesta mediatica. La situazione si fa assai delicata per la scaltra negoziatrice del NYPD Lydia Spenser, voluta dallo stesso Cassidy, che mangia la foglia e sin da subito percepisce che c’è dell’alto, qualcosa di più intricato legato ad un potente uomo d’affari ed i suoi traffici loschi.
Man mano che i pezzi del puzzle vengono svelati la posta in gioco si fa molto più pericolosa.
Ma cosa si è disposti a negoziare con la vita?

OneLouder

All together on the ledge in un’ inquietante vertigine, con il fiato affannoso e la sensazione di cadere nel vuoto sempre più palpabile. Questo il punto di forza della pellicola che con ingegnosi giochi di camera e un montaggio ad arte fa di ognuno di noi un potenziale suicida su un cornicione di 35 centimetri a 78 metri sopra il centro di Manhattan.
Se al principio la costruzione di un’incalzante corsa contro il tempo è assolutamente veritiera, poi si perde in quisquilie e — diciamolo pure — cazzate: potrebbe essere un difetto lieve per un action thriller che ha come obiettivo quello di svelarsi sul finale, un finale che però proprio non regge e si sintetizza in una risoluzione troppo banale e sbrigativa.

Pro

Contro

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