Home > Recensioni > (500) Giorni Insieme

Ah, l’amore… l’amore!

“Sì, l’amore può essere crudele, duro e difficile, ma è anche di gran lunga la cosa migliore che la vita ha da offrire.” Si può riassumere così, con questo commento del regista Marc Webb, “500 Giorni Insieme”, romantica – e a tratti dolorosa, ma sempre col sorriso sulle labbra – commedia che accompagna, dall’inizio alla fine, la storia (d’amore o non d’amore?) di Tom e Sole. Lui alla ricerca della principessa della favole, lei con un motto ben preciso nella mente: l’amore non esiste.

Non è una storia d’amore, quindi, suggerisce la voce narrante. E per vari motivi. Cinquecento giorni non sono mille. Non abbiamo, quindi, un numero pieno – mille – da lieto fine, da favola. E soprattutto – grazie a uno spiritoso meccanismo di flashback e anticipazioni reso chiaro da una schermata che sottolinea lo scorrere avanti e indietro dei giorni – già dal principio ben sappiamo che non tutto andrà per il verso giusto. Anche se – ma non anticipiamo nulla – il finale sarà a suo modo sorprendente.

Una ricchissima colonna sonora – che spazia dall’introduttiva “Us” di Regina Spektor alla mielosa “Quelqu’un M’a Dit” di Carla Bruni, fino alla significativa “Every Rose Has Its Thorn” – accompagna i due protagonisti, interpretati dal teddy-bear Joseph Gordon-Levitt e dalla elettrizzante Zooey Deschanel, fino all’epilogo. L’amore può essere crudele, ma ci piace sempre. Un po’ come questo film.

OneLouder

Sembrava una semplice commediola d’amore, e invece è un bel film! Basta a volte un’idea originale-ma-non-troppo – come un orologio impazzito che schizza avanti e indietro attraverso cinquecento giorni – per rendere un soggetto comune in una pellicola meritevole d’attenzione. Se poi l’amore non è in grado di emozionarvi, c’è sempre una colonna sonora di quasi trenta canzoni tutta da ascoltare.

Pro

Contro

Scroll To Top