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Canto di Natale renderizzato

Di adattamenti e rifacimenti – cinematografici, teatrali e quant’altro – della celebre novella di Charles Dickens “Canto Di Natale” è pieno il mondo. Dai più famosi fino alle innumerevoli recite scolastiche di ogni più remoto angolo del globo. Ma ecco una novità: è la prima volta che l’avaro signor Ebenezer Scrooge prende vita in computer grafics renderizzata. E a dare forma a questa sua nuova veste è Robert Zemeckis, già penna di “Polar Express” e “La Leggenda Di Beowulf”.

E partiamo subito dalle novità. Il 3D, quando gustato con gli appositi occhialini, aggiunge senza dubbio spettacolarità al film, specialmente nelle sequenze panoramiche attraverso la fumosa Londra ottocentesca: palazzi, strade ghiacciate, fiocchi di neve che sembrano cadere sulle teste degli spettatori… Insomma, l’atmosfera c’è.

Alla ben nota vicenda di Dickens il film di Zemeckis non aggiunge poi molto, se non la ben ritrovata vena comico-drammatica di Jim Carrey che qui interpreta un protagonista dai mille volti: dal più arcigno al più euforico, fino a momenti di forte commozione. Unico difetto, alcune sequenze fin troppo rallentate da dialoghi ridondanti. Ma è un difetto che è ampiamente bilanciato da altrettanto rapide e mozzafiato altre sequenze: prima fra tutte l’inseguimento tra Scrooge e l’inquietante ombra della morte. Promosso.

OneLouder

Zuccheroso, quasi al limite del diabete in certi momenti. Ma è anche vero che a volte è tanto bello – quale aggettivo più kitsch di questo? – lasciarsi andare alla dolcezza e dire: eh sì, a Natale siamo tutti più buoni! E questo “A Christmas Carol”, tra un sorriso e una lacrimuccia, ce lo fa dire ancora.

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