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  • A Dangerous Method

    Diretto da David Cronenberg

    Data di uscita: 30-09-2011

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La dimensione mentale del desiderio

Tra Carl Jung (Fassbender) e il suo mentore Sigmund Freud (Mortensen) c’è qualche divergenza di vedute in fatto di psicanalisi. L’arrivo della giovane psicotica russa Sabina Spielrein (Knightley) funziona da burrascoso catalizzatore delle tensioni. Jung la prende come paziente – cavia per il suo metodo analitico umanista incentrato sull’affioramento dell’inconscio attraverso la parola e la ricerca del senso della vita mediante la conoscenza della propria libido. Lo sprofondare di Sabina nell’isteria e la particolare terapia cui Jung la sottopone mette il giovane psichiatra di fronte allo specchio delle proprie pulsioni e della sua infelicità. Freud, da par suo, guarda da lontano, sentenzia sardonico e, subdolamente, si intromette.

Cronenberg torna al melo’ in costume per scandagliare la dimensione mentale del desiderio agli albori della psicanalisi: tra eros e thanatos, il mondo interiore è un posto ancora sconosciuto e molto pericoloso.

OneLouder

Ancora una volta Cronenberg disorienta e mette a disagio. “Method” (in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia) è un dramma dalla confezione impeccabile dove tutto è congelato in superficie e l’inquietudine scorre al di sotto della perfezione formale. A parte l’inizio e qualche scheggia impazzita che richiama i temi della fragilità/permeabilità del corpo e della mutazione, questa volta la tensione è tutta nelle parole, nelle angoscianti sedute tarapeutiche, fra le pieghe delle lettere che i protagonisti si scrivono, nelle schermaglie fra Freud e Jung, nelle loro dettagliate speculazioni sui differenti approcci alla psicanalisi. Un film complesso, difficile e scomodo. Cerebrale e, in senso profondamente cronenberghiano, mentale.

Pro

Contro

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