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Esile storia d’amore e malattia

Adam è giovane, carino e intelligente ma di certo è un po’ strano. Goffo ed impacciato, incapace di instaurare rapporti sociali e di cogliere il senso figurato dei discorsi al di là del loro significato letterale, è affetto dalla sindrome di Asperger, un disturbo dello sviluppo apparentato con l’autismo che ne compromette pesantemente le capacità di interazione.

Rimasto solo dopo la morte del padre, si lega a Beth, la nuova dolcissima vicina di casa che scrive libri per l’infanzia e porta le ferite di un recente naufragio sentimentale. Il graduale avvicinamento fra le due solitudini si risolverà in un delicato rapporto con tutti gli alti e bassi di ogni relazione.

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“Una storia d’amore tra due sconosciuti. Uno un po’ più strano dell’altra…” recita la tagline. Il messaggio è chiaro: ogni incontro è sempre un addentrarsi in territori scomodi e sconosciuti. E il viaggio è liberatorio ed aiuta a crescere, qualunque sia il pianeta che andiamo ad esplorare.
Degno di nota per lo sguardo delicato e sensibile sull’Asperger, il film evita il patetismo ma, tra favola e commedia, è debole e scarsamente incisivo come un acquerello stinto. Lieve e garbato, con due ottimi interpreti e qualche lacrimuccia in agguato.

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Contro

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