Home > Recensioni > Alieni In Soffitta

Correlati

Chi è il vero marziano?

I film per bambini d’oggidì, si sa, sono ricchi di ammiccamenti al pubblico adulto. Nemmeno “Alieni In Soffitta” fa eccezione, a modo suo. Solo che, invece di rivolgersi al genitore generico, il regista John Schultz decide di parlare al nerd che c’è in ognuno di noi.

Abbiamo così da un lato la storia, che è una sciocchezzuola fantascientifica molto anni ’50: avanguardia di alieni che atterrano sulla Terra, controllo mentale che non funziona sui ragazzi (troppo instabili emotivamente), gruppo dei suddetti che lotta contro l’invasione. Il tutto inserito in un contesto forzatamente moderno, con riferimenti al Nintendo DS, all’XBox, alla Mac-generation e agli amorucci liceali. La trama si dipana tra gag divertenti e un rapporto ragazzi/alieni in costante mutamento. C’è anche la conclusione moralistica tipo “essere intelligenti è bene”, “la famiglia è più importante della cotta da liceo” e “non abbiate paura del diverso”.

Dall’altro lato abbiamo le infinite strizzate d’occhio ai nerd: non si contano le citazioni da film, libri e videogiochi, inserite sapientemente nella storia così da non disturbarla ma solleticare l’attenzione di chi è pronto a coglierle. Sono sentiti omaggi al genere letterario più interessante e sottovalutato degli ultimi due secoli, faranno felici chi le coglierà e, be’, chissà che non servano ad avvicinare i più piccoli alla fantascienza vera.

OneLouder

Chi scrive non è più un bambino, da un bel po’. Chi scrive ha però apprezzato molto “Alieni In Soffitta”, e non solo per via di Ashley Tisdale. Chi scrive, quindi, è un nerd, e non può che consigliare il film a tutti voi altri nerd alla lettura. Se chi scrive avesse un figlio (brrr) non esiterebbe a portarlo al cinema. Chissà che poi non venga dal padre a chiedergli un romanzo di Brown o Heinlein.

Pro

Contro

Scroll To Top