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Fantasia bozzettiana

“Fantasia” sta a “Allegro Non Troppo” come un gelato alla vaniglia sta a un Mcflurry con tanto di Smarties colorati!
Mentre il primo, pietra miliare dell’animazione mondiale, nato dalla magica penna di Walt Disney, risulta un prodotto di qualità impeccabile, ma dal contenuto edulcorato e melenso, il secondo, nato dal genio irriverente di Bruno Bozzetto, si rivela un’opera estremamente vivace e pregna di contenuti e riflessioni profonde e significative.

“Fantasia” è l’ispirazione, “Allegro Non Troppo” è l’imitazione, la parodia e l’inevitabile superamento. L’idea di base è la stessa: rappresentare la musica e raccontare attraverso la musica, ma il risultato è completamente diverso.
Bozzetto ha voluto dare al suo lungometraggio un’impostazione più narrativa rispetto al modello disneyano, offrendoci vere e proprie storie che si appoggiano ai brani musicali come loro naturali colonne sonore, senza forzature o adattamenti.

La parodia è lampante ed esplicita sin dai primi fotogrammi: a partire dalla sgangheratissima orchestra di arzille vecchiette per arrivare all’apparizione del Signor Rossi, l’equivalente nostrano di Topolino.
Ma Bozzetto ci spinge, con le sue creazioni, a guardare oltre: oltre l’intento parodistico, oltre le divertenti gag degli spezzoni dal “vero”, oltre la geniale mimica di Maurizio Nichetti e l’ironia graffiante di Maurizio Micheli.

Ed ecco che si svela la vera natura del film: una critica profonda, disillusa e polemica della società moderna, dei suoi eccessi e dei suoi vizi.
Ciascuno dei sei episodi è un’amara e astuta riflessione sulla condizione umana, e tutti insieme contribuiscono a dare una visione diffidente e pessimistica del progresso, senza offrire concrete vie di scampo.
Un mattone pesante da digerire, almeno contenutisticamente, alleggerito solamente dalla fantasia e dalla grazia dell’animazione bozzettiana, giunta, con quest’opera, alla piena maturità.

OneLouder

Walt Disney vs. Bruno Bozzetto! Una sfida tra titani, un confronto inevitabile ma allo stesso tempo impossibile!
Difficile infatti paragonarli, esprimere un giudizio di approvazione o condanna, scegliere tra i due quello più bravo.. .
Potrei ribadire l’estrema perfezione stilistica dell’uno contro la sagace creatività e ironia dell’altro, ma il mio metro di giudizio sarebbe sempre imperfetto.
Entrambi sono infatti i portavoce più o meno consapevoli di epoche e culture estremamente differenti.
Sono trascorsi più di trent’anni da “Fantasia” a “Allegro Non Troppo”, e ne è passata di “acqua sotto i ponti”, senza contare le varie rivoluzioni culturali e sociali…
Ma certamente l’essere passati dalla scientifica descrizione dell’evoluzione della specie alla nascita dell’uomo da una bottiglia di Coca Cola (spazzatura aliena) ci dà materiale su cui riflettere: e in effetti non c’è da stare troppo allegri…

Pro

Contro

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