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La tragedia ALLA greca

Un gruppo di greci che inframmezzano i discorsi con molte pause cerca di facilitare l’elaborazione del lutto ai propri compaesani.

Questo è tutto ciò che riuscirete a scucirmi della sinossi del film, se siete così interessati andatevela a leggere su mymovies, che ne so io. Il fatto è che i film di Yorgos Lanthimos (già candidato all’Oscar per miglior film straniero con l’eccezionale “Dogtooth”) rilasciano informazioni sul proprio meccanismo e sulla propria *trama* a piccole dosi, tra le pieghe del discorso, dei non-detto, delle estenuanti e lunghissime scenette apparentemente prive di senso.

OneLouder

Presentato in concorso alla 68ma Mostra del cinema di Venezia, “Alpeis” è un film realizzato con niente e portato al massimo delle proprie potenzialità. Inevitabile il paragone con “Dogtooth”: la struttura è la stessa, l’assurdo assume in maniera graduale un risvolto brutalmente iperrealistico e il finale del film conduce soltanto a porsi altre domande. “Alpeis” non è “Dogtooth”: è meno curato visivamente, meno rigoroso nella messinscena, tutto incentrato sui primi piani. È un’altra cosa, ed è impeccabile.

Lanthimos meriterebbe di grattarsi con tutti gli ori e i premi del mondo. Ma forse il disagio gli fa bene.

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Contro

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