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Uno “squeakquel” sgangherato

Reduci da strepitosi incassi in patria, tornano Alvin e i Chipmunks, scoiattoli canterini dalle voci squittenti, per nuove avventure rigorosamente vietate ai maggiori di 10 anni.

Costretti ad interrompere un tour e ad andare a scuola, i tre fratellini con uno spiccato talento per il pop e per i guai devono affrontare il bullismo dei compagni, il fanatismo delle ragazzine e l’idiozia degli esseri umani in generale. Tra gag, tafferugli e tradimenti, non possono proprio stare senza cantare e l’occasione di una gara canora in puro stile “High School Musical” li riporta sul palco. Troveranno come avversarie le Chipettes, fotocopie al femminile dei Chipmunks e loro instant fiancées, giunte al successo sotto l’ala dell’infido ex manager di Alvin & Co.

OneLouder

Uno squeakquel sgangherato, senza idee e senza senno, che rimastica mode televisive e humour slapstick di bassa lega frullando pop da classifica ad un ritmo frastornante. Strappano il sorriso solo un paio di esibizioni delle Chipettes che imitano gorgheggi ed ammiccamenti delle varie Beyoncé e Britney. La combinazione di live action e CGI ha il devastante effetto di rendere insopportabilmente finti tutti i personaggi umani, mentre gli stessi Chipmunks vengono presto a noia con le loro fastidiosissime voci che sfidano la sfera del suono. E della pazienza.
Ferdinando Schiavone 4/10

Figlio o nipote che sia, il bimbo accompagnato al cinema non rimarrà deluso. In sala risa meno sguaiate che con i Pokémon o altri idoli, meno gag a raffica ma una storia semplice che ha il potere di catturare l’attenzione dei piccoli. Vedere questi animaletti alti un tappo nel loro mondo è il paradiso, complice l’ottima fusione tra computer graphics e real set. I grandi daranno nuovamente benevola prova di pazienza, scordandosi il fascino fiabesco di qualsiasi opera Disney e seguendo il classico plot grezzo e caricaturato: risate a denti stretti, eppure le curatissime cover in versione speed up (dagli storici Dead or Alive a Katy Perry) riescono a coinvolgere oggi così come facevano nel 1950.
Guido Anfosso 6/10

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