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Alvin, superstar baby

Cinquant’anni e non li dimostrano, i tre scoiattolini parlanti – e cantanti! – creati nel 1958 dalla mente di Ross Bagdasarian. Si chiamano Alvin, il superfico, Simon, l’intelligentone occhialuto, e Theodore, il più tenero – in ogni senso, vista la sua “ciccetta dei bambini” – ma anche il più adorabile di tutti, se mi si consente una preferenza del tutto personale.
Per quelli nati negli anni Ottanta o giù di lì, celebre fu la serie animata televisiva e ora, per i bambini di oggi, Alvin e soci ritornano nella vita di Dave (Jason Lee), aspirante autore musicale di successo, per sconvolgerla e per traghettarla dritta dritta, tra case messe a soqquadro, cene romanticamente disastrose e i soliti fraintendimenti, verso l’happy ending.
Per chi ancora non li conoscesse, basti sapere che i tre scoiattoli, i Chipmunks, vengono tramutati da Dave in vere e proprie rock-star, da super hit, tanto per intenderci. È così anche in questa nuova versione cinematografica, caratterizzata in primo luogo dalla fusione della live action con l’animazione 3D. E, ad essere animati, sono ovviamente i Chipmunks. Qui sta il meglio della pellicola: i piccoli personaggi sono infatti ineccepibili sotto ogni punto di vista e interagiscono alla perfezione con la “realtà” che li circonda.
Per il resto, questo “Alvin Superstar” si dimostra essere un buon prodotto per bambini che però esclude – e a tratti annoia – chi, più o meno trentenne oggi, fu fan, lustri fa, della serie televisiva animata. Le trovate certo non mancano, specie quando di stratta di fare il verso alla moderna industria discografica, attraverso le citazioni di video e stilemi dello scialbo pop da nuovo millennio. Se si torna bimbi, invece, e si adorano le vocette computerizzate di Alvin e gli altri, questo è davvero il film giusto, specie nella prima mezzora. Si prosegue, poi, dopo aver conosciuto per bene i personaggi, con la classica favolona hollywodiana.

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