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L’avventura in 3D che chiude Venezia 70

Una innocua docu-fiction naturalistica sulle (dis)avventura di una scimmietta sperduta nella foresta pluviale: “Amazonia” è il film di chiusura di Venezia 70. In 3D, proprio come quello di apertura, “Gravity” di Alfonso Cuarón.

La scimmia cappuccina protagonista, cinematograficamente battezzata Saï, è il vettore narrativo che conduce gli spettatori in un ambiente bellissimo, soprendente e pericoloso. Cresciuta in cattività, la nostra Saï si ritrova nella foresta dopo un incidente aereo e dovrà imparare a cavarsela.

Musica enfatica (di Bruno Coulais), primi piani che cercano di umanizzare la scimmia, dissolvenze, sovrimpressioni poetiche. Troppo, decisamente troppo.
L’acqua, gli alberi e i dettagli ravvicinatissimi degli animali che popolano la foresta sono incantevoli ma la visione d’insieme è pretestuosa.

Pro

Contro

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