Home > Recensioni > Amnèsia

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Pastiche elaborato e ambizioso

Ibiza: isola che è diventata, per noi italiani, una vera e propria meta mitologica, isola del divertimento e della trasgressione, dove tutto sembra concesso e le convenzioni sono bandite.
Ma anche isola carica di contraddizioni e malesseri, alla continua ricerca di un equilibrio che la riconduca alla normalità.

In questo variopinto scenario, Salvatores ambienta la sua storia, anzi le sue storie.
“Amnèsia” è infatti un guazzabuglio di voci e vicende personali.
Il regista mette in scena, in modo innovativo e originale, un intreccio vertiginoso, ma perfettamente costruito e studiato fino all’ultimo dettaglio.
Difficile riassumere la trama del film, più semplice invece coglierne i temi portanti ed essenziali. Il film parla in sostanza di disagio e insoddisfazione, di incapacità di vivere la propria vita perché priva di quell’elemento, fondamentale quanto illusorio, che ne sancisca la piena felicità.
Le cause dell’inquietudine che pervade tutti i personaggi sono complesse e molteplici: dalla crisi del rapporto padre figlio, al disagio generazionale di giovani viziati senza più valori né traguardi, per finire con l’incosciente tentativo di riscattare la propria esistenza con soluzioni spesso disperate.

Salvatores dà prova, anche questa volta, di grande abilità e versatilità tecnica e di un’innata indole di sperimentatore, offrendoci un’opera che si nutre di citazioni e contaminazioni di stili e generi diversi, passando dalla commedia al trhiller, attraverso scene pulp alla Tarantino, immagini psichedeliche alla Gilliam, con qualche tematica sociale di ispirazione almodovariana.

C’è da chiedersi, oltre a questo gusto all’omaggio e alla citazione, cosa rimane di veramente originale.
La risposta è: praticamente nulla… Per quanto il film sia gradevole e coinvolgente, Salvatores si rivela un regista intrappolato, imbrigliato in certi schemi fissi e monotoni che nonostante i suoi sforzi non riesce mai a superare. Le intuizioni ci sono, le idee non mancano, ma il risulta è sempre imperfetto.
E Salvatores, come un Icaro incauto a un passo dal sole, precipita inesorabilmente.

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