Home > Recensioni > Amore Liquido

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Al bivio tra porno dipendenza e amore reale

In una Bologna estiva, deserta e lunare, si trascina placidamente la vita di Mario, operatore ecologico quarantenne dal carattere introverso e solitario. Vive con l’anziana madre affetta da ictus e nel buio della sua stanza cerca sfogo alla frustrazione e al desiderio inespresso consumando ostinatamente sesso su internet. L’incontro con Agata, una ragazza madre incrociata durante un turno di notte e da allora metodicamente pedinata, sembra offrirgli la possibilità di un amore effettivo e concreto che sostituisca il fantasma del sesso virtuale. Sarà abbastanza maturo per abbracciare la vita vera?

Premiato al RIFF, l’esordio nel lungometraggio di Marco Luca Cattaneo è in programmazione al Nuovo Cinema Aquila di Roma dal 25 agosto.

OneLouder

Pur soffrendo di evidenti limiti produttivi, “Amore Liquido” affronta con coraggio un tema ostico e scivoloso, veicola un messaggio per nulla consolatorio ed è persino allarmante nel dare corpo alle fantasie sessuali del protagonista. Tuttavia l’accenno a Bauman resta solo nel titolo e il film scorre in superficie senza fare presa in modo efficace sugli spettatori: miseria e desolazione suonano calcolate, psicologie e dialoghi rischiano l’ingenuità e le emozioni (giustamente) congelate non trovano sempre una convincente soluzione in termini narrativi. Incerto e sospeso, visivamente suggestivo ed interessante nelle premesse, quanto frustrante e spesso catatonico nel risultato.

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Contro

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