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Gli anni 70 di Daniele Luchetti

Presentato in anteprima a Toronto, arriva nelle sale dal 3 ottobre un altro racconto familiare di Daniele Luchetti, ma stavolta molto più intimo: il regista romano racconta una sua storia, fedele al proprio passato più nei sentimenti che nei fatti.
Siamo a Roma nel ’74: Guido (Kim Rossi Stuart) è un artista che cerca in ogni modo di essere anticonformista, egocentrico e infantile; la moglie Serena (Micaela Ramazzotti) è una donna appassionata e borghese che non vive per l’arte ma per suo marito e per i figli Dario e Paolo, sempre al seguito, testimoni spesso involontari dell’amore tormentato che unisce i genitori, spettatori di dinamiche più grandi di loro. È nei ricordi di Dario che riviviamo quell’estate in cui le loro vite prendono una piega inaspettata, in una ricerca costante della libertà che infiammava gli animi in quegli anni, tra performance artistiche, viaggi e pellicole super 8.

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Sono belli i personaggi di “Anni felici“, più grandi delle vicende che vivono, veri, appassionati, confusi, sognatori, materiali, forti, vulnerabili. Scritti e ritratti in maniera molto convincente: l’atmosfera dei mitici anni 70 è curata in ogni dettaglio e poi tanti primi piani, al punto da farci sentire al posto di Dario mentre guardiamo con innegabile amore lo sguardo di Serena, il volto di Guido, le battute di Paolo, i regali della nonna. Se ci sono ‘sporcature’, è perché il soggetto è talmente personale che il regista per primo vi rimane invischiato, ma chi potrebbe dipingere con distacco un passato cui si è tanto evidentemente legati?

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