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Verso un altro clima

Prima commedia sentimentale a tematica omosessuale di Israele, “Antarctica” ha come protagonisti un manipolo di ragazzi e ragazze, ognuno dei quali interpreta uno dei tanti stereotipi che popolano l’universo gay. Tante le storie, tante le trame che si intersecano tra di loro, ricco e appassionato il cast che le interpreta.

Guardata in un’ottica moralistica, la pellicola comincia con il male e finisce col bene. Si parte, insomma, con la massima promiscuità sessuale di una movimentata sequenza iniziale, e si conclude con la romantica attesa, da parte di una neonata coppia, dell’arrivo degli alieni sulla Terra. In mezzo ci sono sentimenti che nascono e che vengono repressi, appuntamenti al buio spesso disastrosi, lunghe sessioni di chat, e qualche timido spiraglio d’amore che si insinua nelle strade e nei locali gay di Tel Aviv.
Da parte del regista, però, non c’è intento moralistico, sia ben inteso. Ovvio parteggiare per l’amore, ma c’è anche chi – e nel mosaico del film trova il suo posto – è più votato al sesso e al classico partner diverso ogni sera. Vero è anche che la felicità è suggerita sempre altrove: in un viaggio in Antardide o addirittura in altri pianeti dell’Universo.

Divertente ma carico di cliché, godibile ma povero di emozioni, “Antarctica” attende un nuovo capitolo: non un seguito, ma sicuramente un approfondimento di uno dei tanti – troppi – temi che affollano questa pellicola di Yair Hochner.


Il film è stato proiettato nell’ambito del 23° Festival Mix di Cinema Gaylesbico e Queer Culture di Milano.

OneLouder

Un viaggio in Antartide avrebbe giovato anche a questo film. Troppa la carne al fuoco, sufficiente per un’intera stagione di grigliate. Meglio prendersi un po’ di fresco o stiparne un po’ nel congelatore. Invece di un film, se ne sarebbero potuti trarne cinque o sei.

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Contro

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