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Corsica violenta

A volte i festival cinematografici portano a conoscenza del pubblico internazionale delle piccole gemme grezze di cui s’intuisce in filigrana il valore intrinseco: è il caso di “Apache“, film francese di ambientazione còrsa, passato in Concorso al Giffoni Film Festival.

La prima caratteristica che denota la diversità di quest’opera è sicuramente la stessa Corsica: quasi un esordio cinematografico per l’isola per anni contesa tra Francia e Italia, che qui scopriamo essere una metafora in piccolo dell’intero mondo occidentale bagnato dal Mediterraneo. Varie comunità convivono e conflagrano una nell’altra, una contro l’altra, i francesi del “continente”, i còrsi, i marocchini, i gruppuscoli criminali della mafietta locale.

Una rapina avvenuta quasi per gioco in una villa di francesi benestanti riesce a far esplodere in maniera quasi naturale conflitti e diffidenze reciproche in un gruppo di cinque amici che vi s’introduce nottetempo per provare, anche solo per qualche ora, l’ebbrezza del benessere. L’obiettivo di questa generazione perduta è il divertimento; non c’è più nessuna ideologia o rivalsa, bisogna ottenere soldi, tanti soldi, altrimenti l’esistenza stessa perde di senso. Non bastano cose effimere come l’amore o l’amicizia, o quantomeno non bastano più. Il pessimismo cosmico di questo assunto è messo in scena in maniera non sempre omogenea, con qualche preziosismo stilistico di troppo che invece di aiutare blocca bruscamente la fluidità del racconto. Ma di cinema imperfetto come questo abbiamo comunque un gran bisogno.

OneLouder

Il giovane còrso de Peretti, al suo esordio nel lungometraggio, apre metaforicamente la finestra di casa e si guarda intorno, e non è per niente orgoglioso di quello che vede. Pur peccando di eccesso di pianisequenza in molti punti, pur compiacendosi di uno stile talmente disarmonico da non essere un vero e proprio stile, il film è una sporca e dura riflessione sulla società odierna che, specialmente nell’ultima mezz’ora, tocca tutte le corde giuste. Se poi i ragazzi in sala tributano uno scrosciante applauso alla truce scena risolutiva (è accaduto davvero), c’è da rimanere davvero basiti.

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