Home > Recensioni > Astroboy

La storia del manga da collezionare

Come non pensare a Pinocchio o al tenero Bambi – entrambi disneyanamente rivisitati, si intende – quando Astroboy, il piccolo robot bambino, prende vita e muove i primi, incerti, passi verso il padre/creatore? Il sottofondo musicale è quello che fu anche il tema portante di “2001 Odissea Nello Spazio”, come a suggerire una svolta epocale nella storia dell’umanità.

E una svolta epocale “Astroboy” la rappresentò davvero, perché la serie in bianco e nero che andò in onda in Giappone tra il 1963 e il 1966 in 193 episodi fu la prima in assoluto della storia degli anime. L’epopea di questo celebre personaggio del padre del manga Osamu Tezuka ha origine nel 1951 quando venne pubblicata la serie dal titolo “Atom Taishi”, nel 1952 sviluppata in “Astroboy”. E, da allora fino al 1968, le tavole di Tezuka continuarono ad essere serializzate sulle pagine di “Shonen Manga”. Una longevità davvero straordinaria, dovuta ovviamente a un successo di pubblico altrettanto stupefacente.

La storia di Astroboy nasce in un Giappone reduce da appena qualche anno dalla catastrofe atomica, quindi terra perfetta per far germogliare visioni futuristiche tese all’allora ancora lontano 2000. Nel futuro visto attraverso gli occhi del piccolo bambino robot che il padre ha creato a immagine e somiglianza del figlioletto morto, però, non c’è spazio per apocalissi tragiche. Quello che viene delineato è al contrario un universo in cui umani e umanoidi convivono pacificamente. Gli spettri semmai sono quelli della società attuale: il razzismo, la discriminazione, l’ignoranza. A volte, certo, non mancano i riferimenti al disastro ambientale, ma al centro di tutto c’è sempre la forza di un’animo – se così possiamo definirlo – gentile e generoso come quello di Astroboy, pronto a sacrificarsi e a soffrire per il bene dei suoi fratelli in carne ed ossa.

E il messaggio di dialogo e fratellanza viene anche dallo stile prediletto da Osamu Tezuka, grande estimatore di Walt Disney, a cui l’autore giapponese non manca di regalare una serie infinita di omaggi. Come non rivedere, tanto per cominciare, nei tratti del professor Ochanumizu – il padre adottivo di Astroboy – quelli di uno dei nani del “Biancaneve” disneyani? E che dire dei riferimenti a streghe, animali e altre creature magiche del visionario episodio “Robotlandia”?

Oggi Dolmen Home Video e Yamato Video ripropongono in tre cofanetti la serie animata a colori del 1980-81: 52 episodi che ripercorrono dall’inizio, in un vero e proprio remake, la serie originale degli anni Sessanta. Si tratta insomma di quell’”Astroboy” che anche noi italiani abbiamo seguito sicuramente qualche volta in televisione e che ora viene ripristinato, come di consueto nelle pubblicazioni Yamato, in un’edizione completa di tutti i contenuti tagliati.
In attesa che il prossimo anno faccia capolino il tanto atteso lungometraggio in animazione 3D e nella speranza che questo non deluda le aspettative, la vecchia “cara” serie tv degli anni Ottanta non può che essere un acquisto azzeccato. Per tutta la famiglia, non solo per i fan!

Elenco Episodi Cofanetto 1

Disco 1
01. La nascita di Astroboy. 02. Atlas. 03. Il circo dei robot. 04. Sos compagni di classe in pericolo. 05. Il ritorno di Atlas.

Disco 2
06. Robotlandia. 07. Frankenstein. 08. Il gatto rosso. 09. Il castello di cristalli. 10. La corsa intorno all’equatore.

Disco 3
11. Il robot presidente. 12. Il grande Damdam. 13. Il robot invisibile. 14. Una sorella tutta pepe. 15. Robie e Robetta.

Scroll To Top