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Alieni mozzafiato

Definire i confini di “Avatar” – nuova attesissima fatica cinematografica di James Cameron – non è cosa da poco: è un po’ fantasy un po’ fantascienza, film sugli alieni (ma non certo un nuovo “Indipendece Day”!), ma pure storia d’amore in stile “Pocahontas”. Tutto si muove attraverso viaggi, spirituali e materiali, tra il pianeta Pandora, con i suoi saggi e affascinanti alieni ricreati in grafica 3D, e la Terra con le contraddizioni che tutti conosciamo: da una parte i guerrafondai, dall’altra i cultori della conoscenza reciproca tra culture diverse. Un parallelismo che rivive anche sul versante delle tecnica cinematografica, con il dualismo recitazione in carne e ossa/animazione computerizzata.

OneLouder

Se è vero che la tecnica prevale decisamente sui contenuti, è anche vero che la trama, seppure un po’ troppo schematica e allegorica della nostra società contemporanea (guerra al terrorismo, ricerca del petrolio, e così via), non è poi banale come sembra. I Na’vi rappresentano infatti altro, una cultura sciamanica – quella dei nativi – che gli Stati Uniti hanno dovuto sopprimere per poter sorgere come nazione. La critica di Cameron, insomma, va dritta dritta alla stessa identità statunitense. E non è poco.
Paolo Valentino

“Avatar” è una figata pazzesca. Esteticamente è avanti a tutto quello che avete visto al cinema, sotto ogni punto di vista: effetti speciali, animazione, 3D, design di paesaggi e crature (un riuscito crossover tra mammiferi, insetti e pesci). James Cameron ha ovviamente sfruttato tanta grazia nel miglior modo possibile, creando scene spettacolari incastonate in una narrazione ritmicamente perfetta, che riesce a tenere sempre viva l’attenzione durante le quasi 3 ore di durata.
Il punto debole di “Avatar” è una storia banale che abbiamo già visto e rivisto in film come “Balla Coi Lupi” e “L’Ultimo Samurai”. Nonostante sia farcito di citazioni e più bello da vedere, rischia di scadere nella prevedibilità. Inoltre il messaggio ecologico che impregna ogni inquadratura fa nascere sorprendenti reminiscenze: i Na’vi sono blu, vivono nella foresta, amano e proteggono Madre Natura. Accipuffolina!!!
Paolo Iasevoli

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Contro

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