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Mamma a tutti i costi

Kate, 37 anni, è una donna troppo presa dalla sua carriera in ascesa per riuscire a costruirsi una famiglia in modo tradizionale. Il forte desiderio di maternità, la scoperta di avere pochissime chance di rimanere incinta, il labirinto burocratico delle adozioni e l’orologio biologico che continua a ticchettare la condurranno all’incontro con Angie, che dietro cospicua ricompensa acconsentirà a portare in grembo il suo bambino per i successivi nove mesi.

Una serie di incontri stravolgeranno completamente i suoi piani, primo fra tutti quello con la “baby mama” del titolo, con la quale imparerà a convivere, a confrontarsi, aiutandola a maturare ma ricevendo anche molto in cambio. Il film è praticamente cucito addosso alla sua protagonista Tina Fey, per la quale il regista ha confezionato un ruolo pressoché identico a quello interpretato dall’attrice nella sitcom “30 Rock”, ma senza, ahimé, la scrittura brillante e le trovate geniali.

Quello che resta è una commedia fuori tempo massimo di almeno una dozzina d’anni, tutto sommato godibile ma innocua, prevedibile sin nei dettagli, che non regala mai un guizzo, qualcosa di più di un’alzata di sopracciglio, anche solo un’inquadratura fuori posto. Una commedia romantica in puro stile anni novanta, in cui i comprimari simpatico-stravaganti fanno da tappezzeria, compaiono e scompaiono all’occorrenza; in cui tutto è bene quel che finisce bene, la vita è meravigliosa e manca solo lo Hugh Grant di turno a coronare il sogno d’amore.

OneLouder

A salvare il film da una sonora stroncatura che si sarebbe limitata a bollarlo come un malriuscito tentativo di attualizzare “Senti Chi Parla” sono le due splendide protagoniste: Tina Fey, amatissima negli U.S.A, brillante e pluripremiata autrice televisiva, dà il meglio di sé quando è in scena con l’amica e collega Amy Poehler, con cui collabora sin dai primi anni di partecipazione al Saturday Night Live. Vederle duettare è un piacere e una gioia, l’unica ancora di salvezza per una pellicola altrimenti grigia e banalotta.

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Contro

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