Home > Recensioni > Barbarossa

Il wannabe-kolossal della Lega Lombarda

Il “Braveheart” italiano? O forse il “Braveheart” della Lega Nord? Polemiche politiche a parte – d’obbligo visto il cameo del senatùr Umberto Bossi nel film – di questa nuova fatica di Martinelli rimangono più che altro le intenzioni: creare un un prodotto esportabile nei mercati esteri, un prodotto cinematografico in grado di emozionare e dare spettacolo.

Che dalle intenzioni si sia poi passati ai fatti – ahimè – non ci è dato, dopo la proiezione integrale, proprio di dire. Tutto, ma proprio tutto, è rovinato da una regia sommaria, che mescola – pare senza criterio alcuno – un po’ tutti i mezzi di cui i grandi cineasti si sono serviti nel corso della storia del Cinema (quello, sì, con la “C” maiuscola!): ralenti, dissolvenze, sovrapposizioni, e addirittura un fermo immagine – giusto per scomodare anche Truffaut.

Insomma, la storia di Alberto da Giussano, di per sé appassionante e condivisibile, oltre che a essere strumentalizzata a fini politici – troppo berlusconiani, per esempio, i cori “Libertà! Libertà!” –, è resa quasi ridicola da questa realizzazione davvero deludente. Non che Martinelli ci abbia abituato a capolavori – vedi il recente “Il Mercante Di Pietre” –, ma forse in questo caso ha voluto strafare. Bocciato sotto tutti i fronti.

OneLouder

Tutti saremmo stati felici di avere un kolossal all’italiana, un prodotto di successo all’estero. Si poteva anche sorvolare sul fatto che narrasse le gesta di Alberto Giussano, eroe del Carroccio. Ciò che non si perdona a Martinelli è l’aver gettato all’aria elementi di partenza molto buoni – un ottimo cast, una colonna sonora forse oppressiva ma adatta al genere epico, e costumi convincenti – con scelte registiche che spesso imbarazzano il cinefilo. Certo, lui dice di far film per il pubblico. Vedremo se almeno questa volta il botteghino lo premierà, dopo le già annunciate prevendita dei fedelissimi della Lega Nord.

Pro

Contro

Scroll To Top