Home > Recensioni > Beetlejuice – Spiritello Porcello

Gradisce del Succo di Scarafaggio?

Adam e Barbara (Alec Baldwin e Geena Davis) sono due novelli sposi che, dopo aver deciso di lasciare la città acquistando una villa in campagna, restano vittime di un incidente stradale. Risvegliandosi nella loro casa, imparano presto a fare i conti con la complessa burocrazia dell’”Aldilà”, fra manuali, lunghe attese e Assistenti Tombali tabagiste. A complicare le cose, la loro dimora viene venduta ad un’insopportabile famiglia di Yankee niuiorchesi, i Deetz, che soffrono di una grave forma di “Stereotipismo”. Insomma, là dove l’apparato burocratico e i lenzuoli bucati falliscono, resta una sola cosa da fare: chiamare un “Bioesorcista”.

Nato dalla mente di Michael McDowell e brillantemente interpretato dal genio di Tim Burton, questa piacevolissima commedia si rivela come una parodia acuta dei film sul genere “Poltergeist – Demoniache Presenze”. Effetti speciali clamorosi (che costarono all’epoca intorno al milione di dollari) si fondono armoniosamente con sketch divertenti e paradossali, animati dall’irresistibile e delirante stupidità di Betelgeuse, vero protagonista – antagonista della vicenda. “Beetlejuice – Spiritello Porcello” fu un grande successo sia di critica che di pubblico, confermando il giovane talento Tim Burton e vincendo numerosi premi, fra cui un Oscar nel 1989 nella categoria “Miglior Trucco”.

OneLouder

È un film che merita di essere visto, molto indicato per una serata piacevole, particolarmente indicato ai “palati fini”. È anche il primo lungometraggio di Tim Burton in cui si coglie, piuttosto chiaramente, il suo gusto per il cinema di serie B.

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Contro

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