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Jesse e Céline, ultimo capitolo

Arriva nelle sale il terzo capitolo della saga più atipica degli ultimi venti anni – un insolito mix di autorialità e logica hollywoodiana – firmata dall’indissolubile trio Richard Linkalater, Julie Delpy e Ethan Hawke: “Before Midnight” ricolloca la storia di Céline (Delpy) e Jesse (Hawke) quando sono ormai sulla soglia dei quaranta, alle prese con le responsabilità di una famiglia. Li avevamo conosciuti nell’apprezzato “Prima dell’alba”, su un treno diretto a Vienna, amanti mancati e amabili interlocutori che discettavano su questioni a vario titolo filosofico-esistenziali; li abbiamo ritrovati dieci anni dopo a Parigi in “Prima del tramonto”, amanti disillusi e innamorati. Prima della mezzanotte la coppia affronterà una crisi e dovrà decidere se riuscire a superare le piccole recriminazioni, il peso della routine e le ambizioni personali che sembrano portarli su due binari diversi.

Qui siamo in Grecia, e gli autori definiscono una sceneggiatura molto studiata all’interno di una struttura cinematografica che si rifà al teatro, con l’unità di azione spazio e tempo. Una giornata cruciale per raccontare il punto di svolta di una vita.

OneLouder

Before Midnight” è l’esempio di come Hollywood imiti goffamente il cinema d’autore europeo: battute a effetto, dialoghi pretenziosamente verosimili e in realtà stucchevoli. Si parla d’amore, di letteratura e di filosofia, e si sorride di fronte all’ingenuità di certi cliché che buttano a caso concetti come “gnothi seauton”, Shakespeare e il teatro di Epidauro, mentre lo scrittore Hawke è lo stereotipo dell’eterno adolescente donnaiolo che in fondo ha un cuore d’oro. Il tentativo di mostrare con onestà i piccoli sommovimenti dei rapporti calati nella realtà viene soffocato da un fiume di parole in piena, dialoghi che sono monologhi e hanno sp come sottotesto un riferimento al sesso, escamotage che attiva costantemente il voyeurismo dello spettatore.
Più riuscita la scena del litigio in un hotel di lusso, in cui il ritmo diventa claustrofobico e le parole suonano più autentiche.

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