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  • Benvenuti A Zombieland

    Diretto da Ruben Fleischer

    Data di uscita: 04-06-2010

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Famiglia disfunzionale tra i morti viventi

Il film di Fleischer non è la prima horcom ma quella che più d’ogni altra relega i mostri antropofagi a mcguffin cimiteriale, preferendo soprattutto le dinamiche relazionali dei protagonisti (vivi), riducendo tensione e orrore, splatter e budella in primo piano. Il mostro horror più politico diventa l’arredo apocalittico di una “commedia” on the road su una “famiglia” disfunzionale, l’unica possibile in un mondo letteralmente in preda alla morte.
Il meccanismo manderà in brodo di giuggiole studiosi e appassionati dell’horror postmoderno per come gioca con ruoli e personaggi, stereotipi e ribaltamenti. Jesse Eisenberg sbuca fuori da un angolo dell’universo parallelo di “Adventureland”, Woody Harrelson, guerrigliero con passato da dimenticare e una propensione all’ironia, è impagabile.

OneLouder

Al centro del film il cammeo di Bill Murray nel ruolo… di se stesso è un puro momento di follia imbottito a dosi massicce di imbecillità che vi farà ringraziare il cielo (cinefilo) per l’esistenza di un attore come Bill Murray. E dimenticate le donne da salvare dai mostri: qui abbiamo due tostissime “truffatrici” che sanno badare a loro stesse e che sanno mettere nel sacco – più volte – i loro due colleghi maschili. Un momento davvero felice per il ritorno degli zombie, che se potessero sbucare dallo schermo si fionderebbero sui succosi cervelli dei nuovi autori horror.
Antonio Varriale

Dopo il geniale “La Notte Dei Morti Dementi” arriva un’altra commedia parodistica incentrata sul mondo degli zombie che si fa apprezzare per la freschezza del racconto, l’ironia godibilissima, il cast molto assortito, su cui spicca un mitico Woody Harrelson, una colonna sonora adrenalinica e indicatissima e, soprattutto, una sceneggiatura coi fiocchi che presenta dei personaggi molto ben approfonditi e caratterizzati, e delle situazioni che vanno dal ridicolo, allo spassoso, passando addirittura per il riflessivo. Il tutto accompagnato da una regia sicura e da un impianto grafico-visivo molto accattivante. Insomma, siamo in presenza di un’opera prima davvero imperdibile.
Alessandra Cavisi

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Contro

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