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Il botteghino ride, gli spettatori meno

Mattia (Alessandro Siani) si è sposato ed è diventato papà. Ha l’incubo del mutuo e la sindrome di Peter Pan: per questo il suo matrimonio è in crisi. Un rocambolesco trasferimento a Milano non sembra migliorare le cose. Anche perché il vecchio amico Alberto (Claudio Bisio), alle prese con beghe coniugali dovute a eccessivi carichi di lavoro, non sembra favorirne l’integrazione.

Visto il successo di “Benvenuti Al Sud”, il sequel rovesciato era obbligatorio. Il giubbotto antiproiettili e il gorgonzola di Bisio cedono il passo allo smanicato con fendinebbia e alla canottiera di lana di Siani, riproponendo una comicità fondata sull’esasperazione dei luoghi comuni.

Gag estemporanee sono meteore in una scrittura annacquata, che si propone ancora una volta l’abbattimento di alcuni stereotipi piuttosto radicati nell’immaginario collettivo.

OneLouder

Fiacco e inconsistente, “Benvenuti Al Nord” paga la necessità di uscire in fretta, per attaccarsi al carro dorato del primo capitolo. Accusa perciò carenze di scrittura e ripropone, in maniera meno convincente, le fisiologiche difficoltà dell’impatto con un ambiente nuovo, per tal motivo all’apparenza ostile.
Piace, però, la capacità di accentuare la regionalità dei personaggi non per dividere ma per unire, attraverso un messaggio che potrebbe tradursi in questi termini: sono di Canneto sull’Oglio e il mio migliore amico è di San Severo di Foggia.

Pro

Contro

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