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De Palma e la lezione sul brivido

Se è vero che il talento di un regista è misurabile in molti modi, due di questi sono senza dubbio l’originalità e la lungimiranza.

De Palma in questi eccelle col suo “Blow Out”, firmando, non solo la regia di questo innovativo thriller, ma anche la sua sceneggiatura. Jack Terry (un giovane John Travolta) è un fonico cinematografico di b-movies. Una sera decide di andare a caccia di suoni da registrare con la sua strumentazione e assiste ad un incidente stradale. In quell’incidente perde la vita uno dei candidati favoriti alle elezioni presidenziali, Jack riascoltando la registrazione comincia a dubitare della fatalità…

Un’efficace chiave di lettura viene offerta nel tenere conto dell’anno d’uscita del film, il 1981. In questo senso è un film davvero originale, lo sono i personaggi, lo è la trama ma soprattutto lo è il rapporto con la tecnologia, un sodalizio che nei thriller di oggi viene dato assolutamente per scontato.

Il regista condensa nel giro di cento minuti suspance e azione, alternate armoniosamente a momenti più leggeri, massimizzandone così la fruibilità. La caratterizzazione dei personaggi è assolutamente efficace, come lo è il modo in cui interagiscono tra loro, rispecchiando così l’amore del regista per la cura dei dettagli. Ottime anche le musiche scritte da Pino Donaggio, sempre appopriate ed evocative, e buono anche il doppiaggio. In definitiva il film rappresenta la visione del thriller, quantomai attuale, secondo De Palma.

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