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Da anti-Barbie a supereroine in carne ed ossa

Bionda, dolce e carina. Per decenni la Barbie è stata la bambola per antonomasia, il modello di femminilità a portata di mano per le bambine di mezzo mondo.
Ma tremate, biondine, perché le streghe son tornate, e questa volta hanno il nome di “Bratz”. Sì, le bambole che già hanno spopolato tra le ragazzine, quelle vestite all’ultima moda, con labbra a canotto e trucco da discoteca, sono arrivate anche sugli schermi cinematografici.

Yasmine, Sasha, Jade e Cloe – ognuna di loro con una personalità e soprattutto un look ben delineati – sono amiche per la pelle. Quando però si iscrivono alla Carrie Nation High ognuna di loro si unisce a un gruppo diverso. Yasmine si interessa di giornalismo. Sasha diventa cheer-leader. Jade si lascia rapire dalla passione per le scienze. E Cloe entra nella squadra di calcio. E alla fine le quattro si perdono di vista.
Le cosiddette cricche, infatti, alla Carrie Nation High sono alla base della struttura sociale, al cui vertice c’è lei: la biondissima e un po’ Barbie Meredith Baxter Dimly, figlia del preside e dirigente del comitato studentesco, che, proprio grazie a questo reticolo di associazioni e gruppi di interessi, riesce a tenere sotto i propri piedi tutti gli studenti.
Trascorrono due anni e l’amicizia delle quattro è pronta ad eruttare di nuovo. Contro, le ragazze avranno Meredith ma anche l’emarginazione sociale che la loro scelta comporta. Ovviamente, però, grazie al loro fascino e ai loro – verrebbe da dire – superpoteri, il lieto fine è assicurato.

“Bratz” non è affatto male. Si tratta, in fin dei conti, di un live action per ragazzine o, se vogliamo, di un film di supereroi declinato al femminile. Tutto è curato nei minimi dettagli, dai costumi fino alle ambientazioni. Il montaggio rapido e fantasioso, unito all’ottima recitazione di alcuni dei protagonisti, ne fa un film davvero gradevole. Ovviamente per il target di riferimento.

La Barbie è stata sconfitta anche in questo!

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