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Ritratto di un amore impossibile

L’amore tra il poeta ventitreenne John Keats e la sua vicina di casa Fanny Brawne sboccia grazie all’interesse della ragazza per le sue poesie; i due si fidanzano, nonostante le condizioni economiche disperate di lui. Minato dalla tubercolosi, Keats partirà per l’Italia, dove morirà nel febbraio del 1821 a soli 25 anni.
Con dei colori che sembrano usciti da un quadro ad olio di John Constable, Jane Campion dirige un altro bel ritratto di donna e un’altro ritratto di un amore impossibile. Come al solito una regia attenta alla sensibilità dei personaggi dove spicca un’incatevole e avvincente Abbie Cornish. Perfetto Ben Wishaw nella parte del poeta John Keats: entrambi ritraggono bene il dolore e il travaglio di due anime allo sbando che pur amandosi dovranno sempre combattere con i loro demoni e la loro solitudine.

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Jane Campion torna ancora una volta alle atmosfere romantiche e poetica dell’Inghilterra ottocentesca e con la consueta delicatezza dipinge con elegenza una storia d’amore tormentata e eterna, grazie anche alle parole e ai versi di Keats che a distanza di duecento anni ancora riescono a mantenere intatta la magia e la bellezza del suo amore per Fanny. Una nuova eroina Fanny, che come le altre che la Campion ha narrato nei suoi film, combatte contro una società che non la capisce e la schiaccia: un sentimento di solitudine che la legherà per sempre a Keats.

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