Home > Recensioni > Brood – La Covata Malefica

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Ciao, Candice! Vieni a giocare con noi…

Si sa che la rabbia e il rancore possono portare gli esseri umani a compiere le peggiori nefandezze. E che, se troppo alimentati e repressi, possono sfuggire al controllo di chi li prova, diventando inarrestabili.

Qui, per colpa di una sperimentale quanto avventata terapia psichiatrica, i sentimenti negativi di Nola le sfuggono letteralmente di mano, prendendo forma come entità separate da lei. Gnometti deformi che scorrazzano per la città, pronti ad uccidere chiunque minacci la serenità emotiva della loro padrona, che siano i genitori, la presunta amante del marito o addirittura l’adorata figlioletta Candice.
La corsa contro il tempo del marito della donna per salvare la bambina si trasformerà così in un viaggio dentro gli abissi della follia umana.

Ottima la fotografia, cupa e claustrofobica al punto giusto, e inquietanti come pochi i piccoli mostriciattoli assassini la cui bizzarra anatomia è una metafora nella metafora e che, pur inguardabili, mostrano una sinistra somiglianza con la figlia di Nora.

Insomma un film originalissimo, brutale e incredibilmente disturbante, che porta ai massimi livelli la tematica – cara al regista – della sfida della scienza alla limitatezza del corpo umano. Sfida che, come in tutti i film di Cronenberg, è destinata a finire in tragedia.

Altro che squartatori seriali e videocassette maledette! Una volta sì che li sapevano fare, gli horror!
Spiace solo per chi l’avesse scelto in videoteca convinto di godersi un po’ di sano e innocuo splatter…

OneLouder

“Il mostro ha occhi strani: hanno iride, ma niente retina. La sua visione del mondo è distorta. Sono sicuro che vede in bianco e nero. Labbro leporino, palato integro, lingua rigida. Non parla. Non ha denti. Ma avrebbe potuto dare un morso, con queste gengive.”
“Di che è morto?”
“Gli ho trovato una sacca carnosa, in mezzo alle scapole. Conteneva tracce di nutrimento solido come qualche tipo di pesce, o come la gobba dei cammelli. Sì, del carburante. Quando questo carburante è finito, la creatura muore di fame.”

Pro

Contro

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