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Dagli anni ’40 e ritorno

Con un gruppo di musicisti cubani, alcuni dei quali ottuagenari, capitanati da Ry Cooder, un concerto da preparare e memorie della Cuba che fu, Wim Wenders fa centro: uno dei suoi film più conosciuti e di successo (Oscar per il miglior documentario nel 2000); durante il lavoro alla colonna sonora di “Crimini Invisibili” il regista, notando che Ry Cooder, amico di vecchia data di Wenders, era particolarmente distratto e assente gliene chiese il motivo; il musicista rispose che la sua mente era ancora a Cuba, e fece ascoltare all’amico delle registrazioni.

La musica appariva insolitamente fresca e rinnovata, pur essendo una registrazione musicale ispirata (e con lo stesso nome) al Buena Vista Social Club all’Havana, locale cult della Cuba anni ’40, ritrovo di musicisti e artisti: in sostanza il documentario dipinge l’idea di Ry Cooder di registrare un album di musica tradizionale cubana con i musicisti “originali” degli anni del Buena Vista: seguirà un concerto alla Carnegie Hall di New York e successivamente ad Amsterdam.

Wenders unisce registrazioni delle prove del gruppo, alcuni momenti del concerto finale, ma soprattutto interviste ai vari componenti: e proprio questa è la parte migliore del film, in cui lo spettatore è proiettato nelle memorie di chi ha vissuto a Cuba nei suoi momenti migliori e ha poi affrontato le prime esperienze negli USA, rimanendo spesso “off-limits” a causa dell’embargo e della particolare situazione politica Cubana.

Il film contribuì anche a far luce su ottimi musicisti sconosciuti al grande pubblico, come Ibrahim Ferrer, Compay Segundo, Rubén González, e fu girato interamente in digitale, più per motivi di praticità e flessibilità che di scelta estetica (anche Wenders girò buona parte del materiale in prima persona, 80 ore!), e il risultato sono pregevoli movimenti di camera, grazie anche agli ottimi operatori alla steadicam, Jörg Widmer, Robby Müller e Lisa Prinzler. Superluo dire che la sceltà accorciò parecchio i tempi di lavorazione e di costi del documentario.

OneLouder

Vi piace il folk cubano? Meglio se non taroccato? Andate a vedervi il film: interessante senza cadere nel nostalgico, divertente, ottima musica. Già questo non è male… Ma ci sono anche riprese e immagini piacevoli, piene di colore; finalmente un Wenders senza intellettualismi, e noi ce ne rallegriamo!

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Contro

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