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Welcome to simil-burlesque

Un locale che proprietari, personale e avventori amano alla follia, il pericolo di perderlo a causa della traballante gestione finanziaria, e una storia d’amore che affiora tra una canzone e l’altra. Sembrerebbe una delle solite pellicole hollywoodiane miele e lustrini, e in effetti lo è. Al cento per cento. La differenza è l’ambientazione simil-burlesque (attenzione: simil!) e la presenza di un mostro sacro della pop music come Cher (Tess, la proprietaria e animatrice del locale Burlesque) e di un astro ormai non più nascente come Christina Aguilera (una giovane di belle speranze che approda a Los Angeles con un’ugola d’oro fino). E tra brani originali e rivisitazioni classiche, il film scivola dritto dritto vero l’happy ending.

OneLouder

Ogni singolo avvenimento è prevedibile, dall’inizio alla fine in questo “Burlesque”, il cui unico – ma forse sufficiente per alcuni – pregio è quello di riesumare una grande della musica, e anche del cinema, come Cher, ormai ridotta – dall’età e dalla chirurgia estetica – a una maschera piuttosto inespressiva, ma sempre dotata di un carisma che fa terra bruciata attorno a lei. E a bruciare è anche la scialba Christina Aguilera: grande voce ma presenza scenica quasi pari a zero. La colonna sonora? Davvero memorabile la Cher di “Welcome To Burlesque”, molto molto meno tutto il resto.

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Contro

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