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C’era una volta un certo tipo di cinema…

Omaggio sentimentale e commosso al cinema americano classico, all’America e al suo mito, celebrazione di un addio, delle fine dei sogni e del Sogno, distacco malinconico da un’atmosfera che aveva dominato sino ad allora un’intera filmografia e destinata, col senno di poi, anche a sigillarla.
“C’Era Una Volta In America” è tutto questo e di più, l’ultima fiaba per adulti di un genio del cinema, capolavoro del suo autore e del cinema tutto. Epitaffio sincero e commosso di una carriera e di un “modo di vedere le cose”.

Lo stile barocco di Leone si fa meno sottolineato ma l’artificio transfuga tutto nell’intreccio, in quel tempo circolare fatto di ritorni su se stesso, una spirale sentimentale che viaggia tra le nubi dell’oppio di Noodles, personaggio simbolicamente autobiografico, tra le sue rievocazioni (invenzioni?) del passato. La violenza, l’amicizia virile, la fine dei rapporti, la morte, lo scontro uomo/donna sempre più aspro, destinato a fondare il matriarcato americano si uniscono a una malinconia del tempo perduto sottolineata dalle note immortali di Morricone.

“C’Era Una Volta In America” lo si potrebbe rititolare C’era una volta un certo tipo di cinema, un cinema epico e sentimentale, magniloquente e personale, universale e privato. Il cinema classico hollywoodiano, la fabbrica dei sogni, quando ancora ci si credeva, sentimentalmente, personalmente. Perché tra i ricordi dell’America di Leone, amata studiata conosciuta attraverso libri, cinema, fumetti, attraverso la mediazione dell’arte, ritroviamo la nostra America, nel risvolto dei gangster cinefili di un Paese naturalmente votato alla (propria) mitologia riconosciamo noi stessi, le nostre pulsioni, i nostri amori, le nostre delusioni.

In fondo nelle sue tante facce il film è anche il condensato di un commovente bildungsroman, violento e affettivo, un omaggio a una cultura universale che è ormai degnamente patrimonio dell’intera umanità (non solo cinefila).

OneLouder

Se c’è ancora chi non ha visto una tale meraviglia… non si può che invidiarlo: quasi quattro ore di emozioni fortissime, quando il cinema può evocare la vita e la forza dei suoi eventi e instillarli nello spettatore si deve parlare necessariamente di miracolo (artistico). Guardare “C’Era Una Volta In America” è vivere un’esperienza (cinefila, sentimentale, vitale) che non ha molti gemelli. Capolavoro assoluto della storia del cinema.

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