Home > Recensioni > Carlito’s Way

You know, things happen

“Somebody’s pullin’ me close to the ground. I can sense, but I can’t see. I ain’t panicked. I been here before.
Same as when I got popped on 104th street.
Don’t take me to no hospital, please. Fucking emergency rooms don’t save nobody.
Son of a bitches always pop you at midnight… When all they got is a Chinese intern with a dull spoon.
Look at these suckers scramblin’ around. What for? My Puerto Rican ass ain’t supposed to have made it this far.
Most of my crew got washed a long time ago.”

Carlito Brigante contempla con serena ironia l’istante in cui percepisce che tutto sta per finire. È distaccato, anche nei confronti della vita a cui era corso incontro con epica audacia, fino a qualche secondo prima. Ed il regista De Palma, per la seconda volta a dirigere un gangster movie con protagonista un criminale latino interpretato da Al Pacino, si affida all’incipit analettico per sorprendere nei primi minuti con uno straziante e lento piano sequenza, che ritrae la fine del “J.P. Morgan of the smack business”.

“If you can’t see the angles no more, you’re in trouble”
Flashback: la storia di Carlito ricomincia al termine dei cinque anni scontati per i crimini di droga e omicidio di cui era stato imputato; grazie al suo avvocato David Kleinfeld, che in aula dimostra l’irregolare acquisizione delle prove documentali da parte della procura distrettuale, torna in libertà 25 anni prima di quanto sentenziato dal tribunale che lo aveva giudicato colpevole. Assolto per una svolta del destino, Carlito è un uomo solo, reciso dal presente, da ogni amicizia e da ogni cosa che aveva cara fino al giorno del suo arresto. Rispetta ancora il codice d’onore e le leggi della strada, un mondo ormai perduto. Ha maturato una certa saggezza ed un sogno del tutto pacifico: restare pulito, fuori dal giro di cui era stato il re, volare a Paradise Island, e noleggiare automobili per il resto della sua vita.

“The street is watchin’. She is watchin’ all the time.”
Ma il mondo da cui si è sottratto, insieme ai falsi amici, costruisce quella morsa intorno a lui alimentata dai fantasmi del passato, che non permette al corso della vita di cambiare. Il tema del tragico destino di morte del protagonista viene connotato in primo luogo dal tratto caratteriale di Carlito, uomo d’onore che non tradisce, che sa restituire un favore ricevuto a costo della sua stessa rovina. Più in analisi, viene delineato dal suo rapporto col nuovo mondo della strada, in cui non può più riconoscersi, e dove più volte viene ribadito non esserci più un codice morale. Un mondo di giovani teppisti senza rispetto, di cui Benny Blanco del Bronx è l’icona, nonché il suo fatale carnefice. Benché Carlito rimanga un estraneo in un ambiente da cui vuole fuggire, si scopre che per le mani gli resta molto di più di un semplice sogno di evasione: l’amore.

“But then you get out, everybody’s got a different face than you remember. Maybe you do too. You pray for one face that didn’t change.”
Gail: al De Palma accusato nei suoi film precedenti di misoginia non si può accostare l’autore del ritratto di questo personaggio. Involontariamente o meno, è lei il motore della vita di Carlito: colei a cui non avrebbe mai dovuto fare a pezzi il cuore. L’ispirazione che giunge ad ogni movimento del corpo, la cosa giusta da vivere e la cosa bella da restare a contemplare. La parte più innocente del passato, l’amore conosciuto un anno prima del passo oltre la soglia della vita da criminale. Non appena il sogno di Paradise Island comincia a concretizzarsi e la vita sembra racchiudere qualche possibilità, è a lei che vola il pensiero di Carlito, il quale lotta per recuperare la cosa migliore che ha avuto, per portarsela con sé.

“Dave is my friend. I owe him. That’s who I am. That’s what I am. Right or wrong, I can’t change that.”
Ma anche l’amore si deve arrestare davanti ai suoi principi inflessibili. Le strade facili, le più evidenti e sagge, vengono rifiutate se queste comportano il rinnegare che un avvocato tossicomane, invischiato in grossi giri di gangster, soldi rubati e traffici illegali, nonché un traditore e una spia, sia lo stesso David Kleinfeld che gli ha salvato la vita. La parabola tragica del protagonista scivola dentro la trama semplice e tutto sommato prevedibile, ma si risolleva grazie al notevole lavoro di regia, sceneggiatura e recitazione che hanno reso un’idea relativamente essenziale un capolavoro quasi compiuto.

“Never give up your friends Dave. No matter what.”
A cominciare dai primi fotogrammi che anticipano la fine della storia, si capisce che è il come avvengono i fatti ad assumere tutto il valore delle riprese. De Palma è, come di consueto, un virtuoso occhio in grado di imprimere nello spettatore scene indimenticabili, come la stanza di Gail dove nel cuore della notte esplode la scintilla di passione di Carlito, la sala da biliardo dove si consuma l’omicidio del cugino, o la surreale e malata atmosfera di coca-party dentro la villa di David Kleinfeld. E la fuga finale verso il treno per Miami che lo avrebbe portato via insieme a Gail ed allontanato da tutto il suo passato, in cui tormento e tensione sono dosati con la maestria di un narratore d’eccezione, è un unico respiro empatico con le immagini. Le maiuscole interpretazioni di Al Pacino, Penelope Ann Miller e Sean Penn impreziosiscono i primi piani, i significati degli sguardi, e conferiscono ai volti i tratti e le emozioni inconfondibili dei loro mondi interiori, diventando personaggi intramontabili.

“I swore I’d never break her heart, but you know, things happen.”
Tutto precipita nuovamente nel finale, che apre uno spiraglio e poi trafigge. Charlie è di nuovo impotente, sereno ed ironico, mentre il suo corpo viene trasportato dagli infermieri giunti in soccorso, ma le sue ultime parole sono venate di rimpianto per la ricchezza che è costretto ad abbandonare, mentre osserva lungamente un poster di Paradise Island. La musica di Patrick Doyle è un contrappunto dolente di archi sospesi ed increduli, senza ritmo, ed il dramma si chiude con una delicatezza irripetibile. La tragedia dell’uomo che augura al proprio sogno di trascenderlo ed avverarsi senza di lui non è mai apparso così dolce.

Gail’s gonna be a good mom… New improved Carlito Brigante… Hope she uses the money to get out. No room in this city for big hearts like hers.
Getting the shakes now.
Last call for drinks.
Bars closing down… Sun’s out…
Where are we going for breakfast? Don’t wanna go far…
Rough night… Tired baby… Tired…

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