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Relazioni pericolose

Due coppie di genitori decidono di chiarire un litigio avvenuto fra i figli undicenni.
Dopo poche battute, il senso di collettività e le buone intenzioni cadono, l’incontro educato e discreto è sostituito da uno scontro tagliante ed esilarante.
Il litigio si evolve in un graduale crescendo, diramandosi in varie direzioni, creando sempre nuove fazioni. I dialoghi sono tanto spiritosi quanto perfidi, tanto freschi quanto ricercati.
L’infinito valzer di punzecchiature costringerà infine ognuno a gettare la maschera.

OneLouder

Quattro genitori e tre stanze: un film semplicemente squisito. Un capolavoro.
La vicenda estremamente comune acquista carattere grazie a una grande sceneggiatura, una regia brillante a e un cast eccezionale. Ogni personaggio è ben caratterizzato, le inquadrature movimentano continuamente la scena. Ingiusto sarebbe, però, parlare del film, in concorso alla 68. Mostra del Cinema di Venezia, quasi fosse un semplice gioco di stile: Polanski riesce infatti a celare sotto le irresistibili battute della sceneggiatura una critica pungente alla società odierna sempre più perbenista. Svela matrimoni falliti e labili luoghi comuni continuamente celati nel viver quotidiano attraverso l’ironia e la deliziosa disperazione dei protagonisti. Lo spettatore, al termine di questa spassosa giornata terribile, esce dalla sala con un gran sorriso stampato in viso, ma con un quasi impercettibile senso d’amarezza nel cuore.

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