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James Bond Begins

Dimenticate la consecutio temporum: James Bond è tornato giovane, praticamente un pivello, in occasione di questo ventunesimo episodio della saga tratta dai racconti di Ian Fleming. Per questo ruolo è stato scelto Daniel Craig: un cattivo, idealmente interprete di ruoli da antagonista e fisicamente molto più somigliante a una spia russa che al proprio predecessore Pierce Brosnan, a sua volta simulacro del Bond più famoso di tutti, Sean Connery.

Nonostante l’apparente inadeguatezza, Craig si rivela la più piacevole sorpresa di questo nuovo corso, appare effettivamente duro, irruento, spietato, non esattamente la figura di gran classe a cui eravamo abituati, ma questo vestito si adatta alla figura di un agente agli inizi della propria carriera, che prima della sigla ci mostra come si è guadagnato i due 0 davanti al proprio codice identificativo, che si trova a inventare per caso il suo proverbiale cocktail, e che se ne frega se sia agitato o mescolato. Un’immagine differente dalla solita, insomma, si dice forse ancora più adiacente alle intenzioni di Fleming.

Nel corso della sua classica avventura all’inseguimento dei cattivi, questa volta più ricca di sbavature e debolezze del solito, Craig Bond ci mostra il suo lato umano e fallibile, confessa una relativa inesperienza, evidenzia la sua vulnerabilità nei confronti dell’amore, grazie ad una relazione soltanto tratteggiata fino alle ultime battute – ma chiedere di più sarebbe stato troppo. Il nuovo personaggio, dunque, ci è molto più vicino e si lascia decisamente apprezzare per questo. Mantenendo la compatibilità con i canoni della serie e con un futuro che già conosciamo, vengono esplorati nuovi e stimolanti aspetti, che ci portano ben oltre il naturale coinvolgimento per un blockbuster d’azione che si rispetti.

“Casino Royale”, non dimentichiamolo, resta comunque una pelliccola dal ricco budget, lunghissima, densa di esplosioni e inseguimenti, che portano anche al record di ribaltamenti per un’auto sul grande schermo. Assieme alle quattro ruote, fanno bella mostra di sé le bond girl del caso: la sognatrice Eva Green e l’italianissima Caterina Murino, punta di diamante di una colonia italiana che vede anche la presenza del cattivo Claudio Santamaria e del misterioso Giancarlo Giannini.

A questo punto, l’analogia tra il cosiddetto reboot della serie 007 e quello quasi contemporaneamente subito dall’uomo pipistrello di Gotham City è evidente. James Bond come Batman? In entrambi i casi siamo ben contenti di poter vedere nuova linfa scorrere con vigore nelle vene dei nostri beneamati.

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