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  • Chiamata Senza Risposta

    Diretto da Eric Valette

    Data di uscita: 04-06-2008

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Un horror senza briviidi

Un cellulare squilla. Chi è? La morte in diretta. Paura. La proprietaria del cellulare lo distrugge, ma il problema persiste, la poverina sente le voci, e anziché consultare uno psichiatra, bussa alla porta di un famoso esorcista che truffa la gente in un programma tv. L’amica cerca di fermarla, ma niente da fare, segue esorcismo in diretta con tanto di colpo di scena, e statue di Cristo e Madonne che assumono volti diabolici.
Blasfemia, o forse solo cattivo gusto.
Ma chi è l’assassino che si diverte a telefonare alle ragazze giudiziose? Come al solito, tutti i sospetti ricadono sulla persona sbagliata. Finale scoppiettante in ospedale abbandonato: nell’oscurità l’amica dell’esorcizzata si aggira con una torcia in mano – immagine topica – braccata da una presenza oscura e inquietante, in grado di mettere ko il detective giovane e aitante, giunto a soccorrerla, con un solo flash, e tu pensi: “Sarà tipo l’onda energetica di Dragon Ball. Adesso comincia il bello!”.
E invece no, neanche uno schizzo di sangue, eppure con tutti quegli strumenti chirurgici c’era da sbizzarrirsi. Solo un morto che resuscita, o meglio si rianima, grazie al cellulare che squilla. A questo punto, sul piano narrativo, il ruolo del cellulare in questo film si perde magnificamente: uccide o fa resuscitare la gente? Inutile farsi tante domande: la regola, per uno spettatore di film horror senza neanche un guizzo di creatività, è accettare tutto, immedesimarsi a tal punto da spaventarsi per ciò che, in condizioni normali, lo farebbe probabilmente sorridere. E così, più le trovate sono scontate più lo spettatore viene catturato, a soddisfare una sorta di assuefatto desiderio di serialità: ci aspettiamo che la storia segua un copione che conosciamo, come i bambini che vogliono ascoltare sempre la stessa favola, e guai a chi cambia anche un solo particolare. In questo modo, tuttavia, a vincere rischia di essere la noia.

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