Home > Recensioni > Christine Cristina
  • Christine Cristina

    Diretto da Stefania Sandrelli

    Data di uscita: 07-05-2010

    vai alla scheda del film

    Loudvision:
    Lettori:

La donna che ingannò la miseria con la scrittura

Presentato nelle sezione Anteprima fuori concorso al Festival del Cinema di Roma “Christine Cristina” è l’opera prima di Stefania Sandrelli che dopo quarant’anni di telecamere puntate su di lei decide di mettersi in gioco cimentandosi con la regia. Nasce così la favola romantica dell’italiana Cristina da Pizzano (Amanda Sandrelli) che dopo aver vissuto alla corte francese di Carlo V, dove il padre è astrologo e medico, si ritrova in Francia nel momento del passaggio dal Medioevo all’Umanesimo, durante le lotte tra Armagnacchi e Borgognoni.

Sola, senza risorse e con due figli a carico, Cristina dovrà risorgere a nuova vita dopo aver toccato il fondo, vincendo fame, paura e disperazione e trovando infine la forza in un dono inconsapevole: il suo talento poetico.
Quella di Cristina è una poesia semplice, genuina, vicina ai deboli ed alle donne, in contrasto con la cultura del tempo che propone un modello esclusivamente maschile e promuove una letteratura sofisticata, artificiosa e nominalistica.

Cristina verrà aiutata da Cherleton (Alessandro Haber), un cantastorie da osteria, a conoscere il mondo degli umili che ben si riconosceranno nella sua poesia e poi da Gerson (Alessio Boni), un teologo sopraffino ambiguamente combattuto tra l’amore divino (per Cristo) e quello puramente terreno (per Cristina), mai consumato ma sempre anelato. Cristina prende consapevolezza delle proprie inclinazioni naturali per farne un punto di forza che le consenta di sopravvivere in un contesto demotivato e demotivante privo di stimoli intellettuali.

La narrazione è scandita da rime baciate (insistenti e pedanti) e dal suono del liuto (irritante) che appesantiscono il ritmo imbrigliandolo in un flusso narrativo ridondante e fastidiosamente ripetitivo. Insistendo su dettagli tralasciabili e inopportuni, appropriati per una fiction ma non significativi per un film su grande schermo si rischia di perdere di vista l’essenza della storia.

Commedia o favole storica, non mancano momenti di ilare ironia e palpiti sentimentali puramente platonici e velata passionalità che diventa mera condivisione, accorato rispetto e distaccata contemplazione.
A corredo di tutto c’è una macchina da presa flemmatica che si adagia ed indugia (troppo) su sguardi, sorrisi, gaff (involontarie): la storia ne esce minimizzata perché raccontata alla maniera di un melò televisivo, e i personaggi perdono spessore e colore, fino ad ingrigirsi.

“Christine Cristina” è la metafora della ricerca della verità che si svela attraverso varie forme, e che consente di estraniarsi dal mondo miserevole da cui l’uomo è vessato. Sviscerando le proprie inclinazioni e lasciandosi modellare da esse, la protagonista impara ad esprimersi e a conoscere la potenza delle parole che tutto può piegare e vincere.

OneLouder

Seppur nel suo complesso e nella sua autenticità la prova filmica per Stefania Sandrelli risulta buona ed apprezzabile, la narrazione è debole, il ritmo subito perde di intensità e si svela in tutti i suoi limiti: non si ha il coraggio di osare e movimentare il ritmo, il tutto è stantio ed immobile.
Consigliato per gli amanti della rima baciata e del liuto.

Pro

Contro

Scroll To Top