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Non entrate in quella sala

Eccolo, il film di Natale di quest’anno, il vero cinepanettone 2008. Il film perfetto per chi ha l’abitudine di andare al cinema una sola volta all’anno, durante le vacanze natalizie, e che entrato in sala fa di tutto meno che guardare il film. “Come Un Uragano”, opera prima di George C. Wolfe, rodato regista televisivo, ha una storia talmente esile, personaggi così piatti e dialoghi tanto prevedibili, che invita inevitabilmente il cervello dello spettatore a spegnersi per un’ora e mezza. Raccontare la trama di questo insopportabile guazzabuglio un po’ melodramma e un po’ commedia romantica annoierebbe chi scrive e chi legge.

Limitiamoci a dire quindi che il film racconta di un improbabilissimo incontro tra un chirurgo plastico tormentato (?) dal pensiero di un errore rivelatosi fatale per una paziente, e una casalinga separata, ma sulla via della riconciliazione col marito per il bene dei figli. Tutto ciò in un albergo sulle rive del mare nel tratto di costa più burrascoso del North Carolina e degli interi Stati Uniti.

Questo per quanto riguarda il cosa. Il peggio arriva se vogliamo parlare del come. A un’irritante messa in scena da cartolina (aiutata da ripetuti e visibilissimi ritocchi digitali) si aggiunge una fastidiosa musica da serie televisiva quasi onnipresente, molte volte a sottolineare i punti più banali, al limite dell’imbarazzante. Non parliamo dell’interpretazione di Richard Gere e Diane Lane, che vorremmo definire sprecata, se non fosse complice della retorica sdolcinata che ricopre come glassa il nostro cinepanettone.

Indigeribili anche le varie metafore visive cosparse qua e là nell’inutile tentativo di risvegliare il malcapitato spettatore: la Lane che getta i barattoli di conserva scaduta mentre parla di come vuole lasciarsi il passato alle spalle, o la furia dell’uragano che coincide con l’incontro amoroso, sono solo due esempi di questi espedienti tanto dozzinali quanto tediosi.

Insomma, avrete capito che, in tempi di sondaggi e classifiche di fine anno, candidiamo “Come Un Uragano” al premio come peggiore pellicola del 2008. Pensandoci bene, forse è meglio sconsigliarlo anche a chi al cinema ci va solo per passare il tempo mentre digerisce il pranzo di Natale.

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