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C’è grossa crisi!

Inspiegabilmente insignito del Premio della giuria al Festival di Cannes, “Crash” è il racconto sconnesso delle avventure di un gruppo di pazzoidi che si eccitano guardando – o prendendo parte a – incidenti stradali.
Per stessa ammissione del regista, la struttura è quella di un porno, in cui la trama non ha alcun senso, essendo solo un canovaccio funzionale a legare tra loro le varie scene.

Certo, come film osé è sui generis – si potrebbe dire cyberpunk – infarcito com’è di riferimenti a corsetti, mutilazioni, protesi, autolesionismo e quant’altro possa rimandare all’ossessione di Croneberg per il corpo modificato dalla tecnica.
Il problema principale è probabilmente proprio questo piccarsi di innestare su una materia prima certamente non eccelsa tematiche altamente filosofiche come eros e thanatos, le pulsioni autodistruttive e la perenne insoddisfazione dell’uomo. Col risultato che la carica erotica viene intaccata e gli spunti di riflessione rimangono in secondo piano, senza riuscire ad approdare a niente.

I personaggi sono abbozzati e per quel poco che riescono ad emergere antipatici, non evolvono, e sono così illogici da rendere impossibile qualsiasi immedesimazione.
All’epoca, le scene di sesso e l’apparente esaltazione degli incidenti stradali scatenarono il finimondo – probabilmente proprio a questo il regista mirava – ma a vederlo oggi sembra un film innocuo e molto confuso, che cade spesso involontariamente nel ridicolo. Al contrario dei migliori lavori di Cronenberg “Crash” non è inquietante, non spinge a riflettere, non turba. Al massimo fa rimanere perplessi.

Bersaglio clamorosamente mancato.

OneLouder

Il classico film che fa dire, usciti dal cinema “Cacchio! Sette euro con i quali potevo andare a sparami una pizza!”. C’è da dire che, per fortuna, nel 1996, quando “Crash” è uscito al cinema, i biglietti non costavano 7 euro. E che la sottoscritta, all’epoca, sarebbe andata dritta verso la sala del “Gobbo Di Notre Dame”. O direttamente in pizzeria.
Prova a fregarli, i bambini!

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Contro

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