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Tim Burton ritorna (per fortuna) da Wonderland

Dark Shadows” fu, nella seconda metà degli anni Sessanta, un caso straordinario nella tv statunitense: la prima soap opera ad avere nella sua sceneggiatura elementi soprannaturali come zombie, lupi mannari, vampiri, ma anche viaggi nel tempo e universi paralleli. Oggi ne sce un lungometraggio che riporta il suo regista, Tim Burton, al suo spirito più puro e grottesco – dopo la melensa e banalissima parentesi di “Alice Nel Paese Delle Meraviglie” – e per il quale è stato coinvolto ancora una volta il suo attore feticcio Johnny Depp.

La storia si apre nel Settecento quando Barnabas Collins, signore della magione di famiglia, la più in vista, ma anche la fondatrice, di Collinsport, spezza il cuore della domestica Angelique Bouchard. Errore fatale, perché lei è in realtà una potentissima strega che, dopo aver ucciso la sua fidanzata, lo trasforma in vampiro e lo fa seppellire vivo. Circa due secoli dopo, eccoci negli anni Settanta del Novecento – splendidamente rievocati in musica – con Barnabas che viene liberato e si ricongiunge ai suoi discendenti, ora una famiglia in rovina che con il nuovo arrivo troverà un nuovo motivo per lottare e alzare la testa.

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Tim Burton è capace tanto di capolavori praticamente indiscussi – se non avete mai visto “Big Fish” correte a recuperarne una copia – tanto di film a dir poco scialbi, come il recentissimo “Alice Nel Paese Delle Meraviglie”, tanto atteso quando deludente. Con questo “Dark Shadows” torna a ciò che sa fare meglio: un film di cassetta, addirittura per famiglie, ma capace di mescolare grottesco, kitsch, genialità, e di regalare due ore di meraviglia per gli occhi. Il cast fa il resto, con Johnny Depp in splendida forma e una Michelle Pfeiffer il cui fascino pare accrescersi col passare degli anni. C’è solo da augurarsi che sbanchi il botteghino, perché è questo il Tim Burton che piace a noi.

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