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La confusione intorno a Uma Thurman

Dalla poesia alla prosa e infine al film per il grande schermo. Sono curiosi i percorsi che stanno alle spalle di “Davanti Agli Occhi” di Vladim Perelman. Dietro c’è infatti una poetessa, Laura Kasischke, che ha deciso di cimentarsi con la narrativa e c’è anche un regista, Perelman, il quale ne ha tratto un’opera decisamente onirica, densa di cortocircuiti temporali e di punti di riferimento in caduta libera. Ma tutto ciò basterà per convincere lo spettatore ad abbandonarsi a questo flusso inquietante?

Le protagoniste sono due studentesse, l’una complementare all’altra, quasi a creare un unico individuo a due facce – il classico ossimoro giorno e notte, insomma. Diana è la bionda, la passionale, la trasgressiva, quella che fuma spinelli e va a letto con i ragazzi. Maureen è la mora, la cattolica, la timida, quella che studia seriamente e non si perde mai la Messa della domenica.
Un giorno – e il déjà vu firmato Gus Van Sant qui è d’obbligo – un loro compagno di studi entra nell’istituto armato di una mitragliatrice, uccidendo ragazzi, professori e personale scolastico. Quando si ritrova faccia a faccia con le due ragazze, le pone davanti ad una scelta: chi delle due vuole sacrificarsi? Chi delle due morirà?
Ed eccoci dunque al presente, e a una Diana ormai cresciuta, madre di famiglia, ma anche donna complessata la quale non è mai riuscita a cancellare dalla propria mente i ricordi di quei momenti terribili.

In realtà, non tutto è come sembra. E, tra flashback e ossessionanti reiterazioni, la narrazione entra nell’ombra del possibile, del soggettivo, della proiezione psicologica, rendendo impossibile comprendere cosa davvero sia successo alle due ragazze. Una bella idea, non c’è dubbio, ma rimane il sospetto che dietro ci sia più una mera volontà di sorprendere piuttosto che una brillante architettura spazio-temporale in stile David Lynch.
Resta, alla fine, una Uma Thurman sempre fantastica, anche se in questo caso penalizzata da un doppiaggio decisamente sottotono. I suoi occhi – quelli sì – non deludono mai.

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